"Santiago, Italia", Moretti tra il Cile di ieri e l`Italia di oggi

“Santiago Italia” Moretti tra il Cile di ieri e l’Italia di oggi

Salvini: "Io come Pinochet? Nanni Moretti è regista radical chic"

Il film si conclude sul percorso dei cileni arrivati in Italia e della situazione che hanno trovato da noi in quegli anni, a livello umano e politico, chiudendo su una riflessione bella e importante che sovrappone l'Italia del 2018 con il Cile del 1973. E il pubblico ha subito dimostrato di apprezzare la scelta: la proiezione di stasera è già "sold out". In quella data iconica del 1973, la giunta comandata da Augusto Pinochet fece attaccare dall'esercito il Palazzo della Moneda a Santiago, inducendo al suicidio il presidente Salvador Alllende. Una difesa che ricorda i tragici processi ai nazisti, ma ad un certo punto, l'unico della pellicola, quando l'uomo spiega ad Moretti che lui ha accettato l'intervista perché gli hanno detto che sarà inserita in un giusto contesto, dando voce alla sua presunta innocenza, in un quadro imparziale, Nanni risponde entra nel campo della telecamera e sentenzia: "Io non sono imparziale!". Perché mai essere imparziali nel giudicare un evento tra i più sporchi della storia contemporanea? I Paesi democratici, tristemente, distolsero lo sguardo. Dopo la crisi di Cuba, gli Usa attuano una politica estera aggressiva e conservatrice attraverso le operazioni della Cia e le pressioni sulle parti più conservatrici dei paesi sotto la loro influenza, che arriva a fomentare movimenti reazionari appoggiando anche azioni violente. Rastrellamenti, sequestri, torture e omicidi per annientare ogni forma di attività politica dissidente.

Il film si concentra, in particolar modo, sul ruolo svolto dall'ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet, consentendo loro poi di raggiungere l'Italia. "Santiago, Italia" parla di queste, e di altre storie. Quel giardino al di là del muro, per una volta simbolo di solidarietà e salvezza, rappresentò un'isola di utopia, una sorta di intercapedine tra il bene e il male, il prima e il dopo.

La piccola calabrese Victoria finalista allo Zecchino d'oro
Per il messaggio pedagogico che porta con se, la canzone è stata scelta dagli insegnati italiani. E le giurie eleggeranno la canzone vincitrice del 61° Zecchino d'Oro .


Il documentario di Nanni Moretti si distingue dalla sua filmografia, ma senza scostarsene, ed è permeato da un impalpabile velo di nostalgia. Non tanto per la mancanza di ideali così forti per cui lottare, ma perché il presente sembra semplicemente non curarsene.

Oltre a registi e giornalisti, impegnati a raccontare le difficili condizioni in cui versava la popolazione cilena, a documentare i cambiamenti attuati con l'elezione di Allende, si tratta per lo più di persone comuni, anch'esse militanti e costrette a scappare che hanno lavorato o continuano a lavorare come artigiani, operai e traduttori. "Ci trattennero qualche giorno e poi ci rilasciarono". Un documentario sul colpo di Stato a Santiago ma soprattutto qualcosa che mostra come allepoca limpegno e linteresse degli italiani non si limitava soltanto agli affari propri.

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