Renzi su Di Maio "Spieghi perché è il prestanome del padre"

Accuse di lavoro nero ai Renzi: l'ex lavoratore conferma, M5S vuole le scuse a Di Maio

Renzi via dal Pd per fondare un nuovo partito?

Il deputato del Pd, Carmelo Miceli, ha presentato un esposto in procura a Napoli, nei confronti del vicepremier Luigi Di Maio, per la vicenda che ha visto coinvolta l'azienda della sua famiglia.

Una vicenda questa dove adesso è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, che ha chiesto delle scuse da parte del PD e di Matteo Renzi viste le polemiche alimentate dal partito per il caso della ditta edile del padre di Di Maio.

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Ma si sa, il popolo ed i social si esprimono attraverso variegate e colorite espressioni, spesso anche sul filo della legalità. L'albero, infatti, ha qualche ramo spezzato nella parte centrale, ed è stato danneggiato durante il trasporto.


Nell'intervista Di Maio ha ricordato di non essersi "mai occupato di fatti di gestione" e "di essere stato operaio della ditta" "per soli 4 mesi". So che tanti papà mi capiscono: essere un piccolo imprenditore non è facile, soprattutto quando le commesse non vengono pagate, quando c'è la crisi e si ha paura di non poter andare avanti", spiega."Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero per carità, ma l'ho fatto perchè allora non c'erano altre soluzioni a una situazione difficile - precisa il padre del vicepremier -.

Tra il 2001 e il 2011, inoltre, al padre Antonio sono state notificate 33 cartelle esattoriali di Equitalia, per un debito, interessi compresi, di quasi 180.000 euro. Ricostruiti i passaggi dalla ditta del padre, Antonio Di Maio, alla madre. La strategia di attacco del Partito Democratico è chiara: da un lato evidenziare come anche il padre di Di Maio abbia delle "colpe" dall'altro puntare il dito direttamente contro il ministro del Lavoro come parte in causa e non vittima a sua insaputa degli errori dei genitori. Dall'atto si evincono "le ragioni per le quali risulta conveniente e opportuno sciogliere anticipatamente la società e porla in liquidazione". Prima con la ditta individuale, Antonio Di Maio aveva debiti per centinaia di migliaia di euro. Sembrerebbe che gli 80 mila euro della ditta individuale si siano trasferiti così alla nuova Ardima e quindi poi a quella di Di Maio in continuità con le precedenti. Lo stesso vicepresidente del Consiglio avrebbe aiutato nella logistica dei lavori nei terreni che sono stati sequestrati a Mariglianella (Napoli) per abusi edilizi ed ambientali. L'anno successivo, però, risulta un aumento di capitale che porta il patrimonio complessivo, da 20mila euro, a 102mila euro.

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