La Turchia emette due mandati d'arresto per l'omicidio di Jamal Khashoggi

Khashoggi, Turchia chiede l’arresto di due funzionari sauditi

Khashoggi, dalla Turchia ordini d'arresto per 2 sauditi

Gli investigatori, in base a quanto emerso finora, ritengono che grazie alla presenza di un anatomopatologo il corpo sia stato fatto a pezzi e poi disciolto nell'acido, sostanza di cui sono state rinvenute tracce all'interno della residenza del console saudita, adiacente al consolato teatro dell'omicidio.

Alcuni critici lo avevano infatti accusato di prendere delle posizioni squisitamente politiche in favore della fratellanza musulmana.

La procura generale di Istanbul ha spiccato un mandato di arresto per due funzionari sauditi accusati di aver ucciso Jamal Khashoggi. Ma consegnarli alla giustizia turca è tutta un'altra storia.

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La Turchia non molla bin Salman. Ponendo in risalto che non vi è una verità accertata e consolidata, nonostante sia stato divulgato un video che incastrerebbe alcuni uomini vicini al principe ( pubblicato dal New York Times), resta ancora un dato di inequivocabile gravità su cui riflettere: quello dell'omicidio di un reporter perpetrato in una sede diplomatica. Invece in tanti, forse in troppi, hanno fatto finta di nulla. L'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha sollecitato l'apertura di un'indagine internazionale. Gli ultimi dati presentati risalgono al 2016, dove emergono che Riad ha importato dall'estero beni per oltre 140 miliardi di dollari.

La Turchia vuole andare fino in fondo all'omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi.

Seppure, recentemente, i sauditi hanno visto drasticamente diminuire gli introiti provenienti dal petrolio, di cui sono i principali produttori al mondo, il vertiginoso volume di affari che ruota intorno alla monarchia saudita la rende inattaccabile. Interessi che sono sempre prevalsi, in qualsiasi frangente, senza che nessuno abbia mai messo in discussione l'assolutismo saudita, anche quando è parlato, con insistenza e da più parti, dei pericolosi rapporti di Riad con gruppi terroristici di matrice fondamentalista (il Fronte Al Nusra, gruppo armato jihadista salafita attivo dal 2012, ne è stato un esempio).

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