Matteo Salvini: "Cesare Battisti non deve uscire vivo di galera"

Cesare Battisti catturato in Bolivia

Cesare Battisti dopo l'arresto in una

È decollato l'aereo che riporterà Cesare Battisti in Italia. Cresciuto in una famiglia di tradizione operaia e contadina, negli anni dell'adolescenza ha militato per un po' nel Partito comunista italiano, ma ne è presto uscito.

Ha abbandonato il liceo classico prima della maturità e a 18 anni è stato arrestato per la prima volta per una rapina a Frascati, in provincia di Roma. Finito in carcere, nel 1981 è riuscito a evadere in Francia dal penitenziario di Frosinone.

Ricordiamo che l'ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) venne condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del '78, e quello dell'agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, il terrorista sparò materialmente. La sentenza è stata emessa in contumacia ed è stata confermata sia in appello sia in Cassazione.

Battisti si dichiara tuttavia innocente per gli omicidi, sostenendo di non aver mai sparato a nessuno. Dopo anni di attesa, ecco la svolta.

Ma l'intesa con il Brasile che escludeva l'ergastolo, conclusa all'indomani della cattura di Battisti dopo una tentata fuga sempre in Bolivia, restava in piedi.

Cesare Battisti arrestato in Bolivia da agenti italiani e brasiliani
Battisti stava camminando in una strada di Santa Cruz de la Sierra indossando pantaloni e maglietta di colore blu. Al momento dell'arresto era da solo, camminava con passo ciondolante, forse conseguenza di uno stato di ebbrezza.


Chi conosce l'abc istituzionale (quasi nessuno, purtroppo) dovrebbe sapere che il ministero dell'Interno si chiama così perché ha competenza solo dell'Interno del paese, ossia dell'Italia.

La legge è rimasta in vigore fino al 2004, quando il Consiglio di Stato francese ha confermato l'estradizione di Cesare Battisti, che a quel punto è fuggito in Brasile, dove ha ricevuto asilo politico.

Il 13 gennaio 2009, il Brasile ha deciso di accordare lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti. Ha parlato in portoghese per rispondere alla polizia e ha mostrato un documento brasiliano che confermava la sua identità. Per le autorità brasiliane i reati commessi dall'ex terrorista italiano sarebbero caduti in prescrizione nel 2013. Battisti era in Bolivia da diversi giorni. Nello stesso anno ha sposato una cittadina brasiliana dando alla vicenda un ulteriore spessore internazionale. Non è escluso possa essere in Italia oggi o domani: un aereo con uomini Aise - l'intelligence dell'estero, il cui contributo è stato fondamentale per l'arresto - e investigatori della Polizia è già in volo verso la Bolivia. Ma Battisti aveva già lasciato il Brasile: a Cananea, sulla costa di San Paolo, dove risiedeva, non lo vedevano da novembre. Lo riferiscono all'Adnkronos fonti della polizia di Milano, raccontando le fasi della cattura dell'ex terrorista in Bolivia.

Il tribunale della cittadina in cui risiede il 63enne aveva anche imposto il sequestro del passaporto per lui e la moglie Joice Lima, sposata nel 2015.

Sempre secondo quanto scrive il quotidiano sul suo sito web, la squadra speciale dell'Interpol aveva indirizzato le ricerche intorno a Santa Cruz poco prima di Natale.

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