Bce: tassi fermi fino all’estate 2019. Per rispondere al mercato

La decisioni della Bce e le parole di Mario Draghi del 24 gennaio

Bce, la conferenza stampa di Mario Draghi: il protezionismo pesa sulla crescita

"Significativi stimoli di politica monetaria rimangono essenziali per sostenere l'ulteriore rafforzamento delle pressioni sui prezzi domestiche e gli sviluppi dell'inflazione nel medio termine". Entrambi gli esperti sono fiduciosi che il sostegno alle banche non andrà oltre la primavera, quando la fine del mandato di Draghi come presidente della Bce sarà ormai vicina.

"Dal 2014 nell'Eurozona il totale dei titoli di stato è sceso: certo, ci sono eccezioni ma a me interessa il totale". E proprio per questo i tassi rimarranno invariati. Il numero uno della Bce ha parlato anche della Brexit: "Lunghe trattative rappresentano un rischio per la crescita economica".

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"Fattori geopolitici e la minaccia del protezionismo pesano sul sentimento economico". Il presidente ha sottolineato, quini, che la Banca centrale europea è pronta ad intervenire se occorre: "La Bce non ha esaurito tutte le sue munizioni e la sua cassetta degli attrezzi è sempre lì". Infine rassicura: "il consiglio direttivo non considera un evento probabile la possibilità di una recessione in Germania e Italia e nel dibattito interno non c'è stata la sensazione che possa essere probabile nell'aggregato dell'Eurozona". "Tali operazioni sono state menzionate nel corso della riunione, ma la Bce non ha ancora preso una decisione, probabilmente in attesa della prossima tornata di previsioni nella riunione di marzo" aggiunge Charles St Arnaud, senior investment strategist di Lombard Odier IM. "Chiaramente la valutazione avrà un impatto sulle decisioni ma non abbiamo discusso la policy". Il presidente della Bce, Mario Draghi in conferenza stampa al termine della prima riunione del 2019, annuncia che il Consiglio direttivo di Francoforte ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale, rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Il Consiglio direttivo ha sottolineato di attendersi "che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine".

"Tutto ciò che la Bce può fare è mantenere condizioni finanziarie più accomodanti possibile nell'Eurozona svalutando l'euro, fornendo una forward guidance chiara e determinata per il futuro e riacquistando le obbligazioni che arrivano alla scadenza" commenta Nick Wall, gestore long/short nel reddito fisso di Merian Global Investors.

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