Spagna, trovato morto il piccolo Julen

Spagna: entra nella fase cruciale l'operazione di soccorso del piccolo Julen

“Soccorritori a 65 cm da Julen”. Presto verrà introdotta una micro-camera

Julen, il bimbo caduto nel pozzo, è morto.

Adesso i soccorritori stanno scavando una piccola fessura nel muro di terra e roccia per consentire il passaggio di una piccola microcamera che serve per localizzare il bambino.

Nei prossimi minuti verrà fatta deflagrare l'ultima esplosione controllata, la quarta, che dovrebbe aprire il varco nel punto dove si trova Julen. Ora hanno iniziato a scavare una galleria orizzontale, al fine di collegare il tunnel al pozzo. Non c'è luce né aria.

E' la risposta, alla domanda sulla sua resistenza in quel pozzo, che tutti temevamo ma che nessuno voleva accettare.

La Spagna si stringe al dolore dei genitori, José e Vicky (nella foto qui sotto).

Ora bisognerà accertare le responsabilità di quella che non sembra essere proprio una fatalità.

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Un pozzo largo 25 centimetri e profondo più di 100 metri.

I genitori ieri sera erano in una casa di un abitante del paese, tenuti al caldo e assistiti da una trentina di persone tra cui un team di psicologi che si occupa di loro dal primo giorno. Sul caso il tribunale di Malaga ha aperto un'inchiesta per ricostruire con esattezza l'accaduto. Julen è caduto nel pozzo il pomeriggio di domenica 13 gennaio. Due anni fa era morto anche il fratellino maggiore, colpito da un arresto cardiaco.

Il bambino era andato a fare una scampagnata con i genitori, la cugina del padre e il suo fidanzato. Così sono stati i due escursionisti a telefonare al 112.

Il bambino caduto nel pozzo non è riuscito a sopravvivere, come ci si aspettava viste le circostanze dell'impatto e dei tanti giorni all'interno di un luogo buio, stretto e angusto. Ha sentito Julen piangere, poi più nulla. Innanzitutto, le domanda degli inquirenti si sono concentrate sul pozzo; scavato per la ricerca dell'acqua: perché non era stato messo in sicurezza? Gli inquirenti hanno interrogato sia il capo dell'azienda che ha eseguito la trivellazione, sia il proprietario della fattoria. I due si sarebbero rimpallati le responsabilità a vicenda.

"Disgraziatamente.nonostante tanti sforzi da parte di tanta gente, non è stato possibile.RIPJulen", ha twittato la Guardia Civil. Un angelo, che lo protegge, probabilmente suo fratello Oliver. Le stesse fonti hanno sottolineato che il dipartimento minerario regionale non aveva alcuna documentazione sulla trivellazione.

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