Influenza verso il picco in tutto 190 mila malati

Influenza record di casi. A letto in 725 mila

Influenza record di casi. A letto in 725 mila Da ottobre 39 morti e 191 ricoveri in terapia intensiva. Colpiti soprattutto i non vaccinati

Influenza: 39 morti da inizio stagione.

Il bollettino settimanale di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità, sottolinea che "siamo in prossimità del picco epidemico stagionale". Il livello di incidenza totale e' pari a circa 12,0 casi per mille assistiti. "Nella fascia d'eta 0-4 anni, l'incidenza è altissima: siamo intorno al 27-30 per mille - conclude la Corongiu -". Ad oggi sono pervenute 26 segnalazioni di complicazioni legate all'influenza. A partire da ottobre e fino alla quarta settimana del 2019 sono dunque stati segnalati 191 casi gravi, con 39 decessi (fra questi anche quattro donne in gravidanza). P.A. di Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania e Calabria le Regioni maggiormente colpite. Perché se è vero che l'influenza non è una malattia grave, è altrettanto vero che in soggetti particolari - malati o anziani in particolare - può portare complicanze, la più frequente è la polmonite. per questo è fondamentale ricorrere al vaccino. Tra i deceduti l'età mediana è pari a 68 anni e il 92% dei decessi si è verificato in soggetti d'età pari o superiore a 50 anni.

Istituto superiore della Sanità: nuovo brusco aumento, 725mila a letto. Quest'anno, inoltre, l'influenza dovrebbe colpire in Italia circa 5 milioni di persone, ma dovrebbe essere di media intensità, più leggera di quella della scorsa stagione che invece è stata particolarmente pesante e aveva contagiato 7 milioni di persone.

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Comunque i medici non vogliono creare nessun allarme, ricordando come nel 77% dei ricoverati in gravi in gravi condizioni e nell'82% dei morti, fosse già presente almeno uno dei fattori di rischio, come diabete, malattie cardiovascolari, patologie respiratorie, tumori o obesità, che rendono più pericolosa l'influenza.

Quanto ai virus, quelli di tipo A sono nettamente dominanti (99,7%) sui virus B. Nell'ambito dei virus di tipo A, i ceppi A (H1N1) pdm09 sono prevalenti (58%) rispetto ai virus di sottotipo A (H3N2) (32%).

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