Tav, Toninelli non la vuole perché "chissenefrega di andare a Lione"

Tav, Toninelli non la vuole perché

Tav, Toninelli non la vuole perché "chissenefrega di andare a Lione"

In un intervento alla trasmissione di La7 Coffee Break, il ministro ha sostenuto che Torino avrebbe bisogno di una seconda linea metropolitana e non certo della Tav, derubricata a "buco nella montagna che nasce per trasportare persone e diventa trasporto merci".

Non si allentano le tensioni nel governo sulla Tav.

Un dato che contrasta con quanto riportato nei documenti ufficiali dei governi precedenti, secondo cui il risparmio sarebbe di 1 ora e 20 minuti su un totale di due ore e mezza di viaggio per chi si sposta da Torino a Lione usando l'Alta velocità.

I "gilet gialli" restano compatti. Ancora scontri a Parigi
Le forze dell'ordine hanno lanciato cariche per facilitare l'evacuazione della piazza, dove non sono mancati diversi danni. Gli organizzatori esortano a scendere in strada con "bende sugli occhi" e gilet macchiati di rosso, come fosse sangue.


Un insediamento storico patrimonio dell'UmanitàLione ha una storia millenaria, che parte da un agglomerato urbano di età celtica, passa dalla fondazione romana e continua nei secoli, con un tratto distintivo: la ricchezza urbanistica e architettonica si è preservata, perché il centro ha continuato a espandersi quasi spostandosi, conservando quindi intere aree senza sovrapposizioni di nuove architetture. "Non possiamo escludere che, in caso di ritardi prolungati" dei lavori della Tav Torino-Lione, "dovremo chiedere all'Italia di restituire i contributi già versati" dall'Ue per cofinanziare l'opera, afferma un portavoce della Commissione Europea. Presto i fondi già stanziati per il nostro paese per la Torino-Lione - 813 milioni di euro -, qualora ci fossero ulteriori ritardi, potrebbero essere chiesti indietro. "Chi se ne frega di andare a Lione, lasciatemelo dire".

A stretto giro la replica, come al solito al limite tra la provocazione e l'incomprensione, del ministro Danilo Toninelli. "Se costa più fermare un'opera e tornare indietro che finirla e andare avanti togliendo Tir dalle strade, inquinamento dall'aria e aiutando imprenditori e pendolari, non capisco perché bisogna fermarsi", ribadisce il vicepremier Matteo Salvini. "Ue stia tranquilla, tra pochi giorni avrà, come da accordi, tutta la documentazione".

Latest News