Ecco la mano robotica del Sant'Anna impiantata a una donna in Svezia

Ecco la mano robotica del Sant'Anna impiantata a una donna in Svezia

Ecco la mano robotica del Sant'Anna impiantata a una donna in Svezia

Il nuovo impianto consente invece un controllo molto più efficiente della mano robotica, grazie alla tecnica osteointegrata.

L'intervento chirurgico è stato eseguito a Goteborg, nello Sahlgrenska University Hospital, dai chirurghi Richard Brånemark e Paolo Sassu. Nelle ossa dell'avambraccio (radio e ulna) della paziente sono stati impiantate delle strutture in titanio come ponte fra ossa e terminazioni nervose da un lato e la mano robotica dall'altro. La mano robotica è stata realizzata dalla Scuola superiore Sant'Anna e dall'azienda Prensilia, spin-off dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Sant'Anna, nell'ambito del progetto DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated with neural control and sensory feedback), finanziato dalla Commissione europea all'interno del programma Horizon 2020.

L'intervento chirurgico è di quelli che fanno la storia. L'impianto funge da tramite tra lo scheletro e la mano robotica sviluppata dalla Scuola Superiore Sant'Anna e da Prensilia.

Il comunicato stampa della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, poi, ricorda che l'installazione di questa protesi è importante anche perché "si tratta della prima tecnologia utilizzabile nella vita di tutti i giorni, non solo all'interno di un laboratorio di ricerca".

L'impianto sviluppato per la donna è stato creato da un team svedese guidato da Max Ortiz Catalan di Integrum, l'azienda che ha realizzato la protesi artificiale tramite la tecnica dell'osteointegrazione, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. Non forniscono percezioni tattili quando si afferra un oggetto o si interagisce con un'altra persona e l'ambiente circostante, costringendo la persona a fare affidamento solo sulla vista mentre usa la protesi.

Addio a Giampiero Artegiani, scrisse: "Perdere l’amore"
Giampiero Artegiani è morto: firmò il celebre brano 'Perdere l'amore' e diverse canzoni di Michele Zarrillo e Franco Califano . Nel 2009 tentò un ritorno da solista senza però ottenere grandi risultati.


Da qui, grazie a 16 elettrodi inseriti direttamente nei muscoli, è stato possibile stabilire il diretto collegamento tra la protesi e il sistema nervoso della donna, che potrà così controllare in modo molto efficace la mano robotica, ristabilendo anche il senso del tatto. La protesi transradiale sviluppata all'interno del progetto Detop apre nuovi scenari nello sviluppo di un impianto di fissaggio scheletrico perché prevede non solo una maggiore stabilità a lungo termine, ma anche un sensibile miglioramento delle funzionalità motorie e percettive dell'amputato grazie alla presenza di molti più muscoli da cui estrarre i comandi neurali.

Per ora la paziente, una donna svedese, sta seguendo un programma di riabilitazione che le permetterà di riacquistare la forza nei muscoli dell'avambraccio, che si erano indeboliti in seguito all'amputazione, e sta imparando a controllare la stessa mano robotica.

Il prossimo obiettivo è impiantare il sistema protesico su altri due pazienti, uno in Italia e uno in Svezia.

Al progetto partecipano inoltre le università svedesi di Lund e Gothenburg, quella britannica dell'Essex, il Centro svizzero per l'Elettronica e la Microtecnologiay, l'Università Campus Bio-Medico di Roma, il Centro protesi dell' Inail e l'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.

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