Nissan porta in Giappone la produzione dei suv

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La Brexit ancora non è stata completata, ma l'industria automotive si è già mobilitata per ridurre i danni. Nell'ottobre 2016 era stato Carlos Ghosn, allora a capo di Nissan, a promettere a Theresa May, la cancelliera inglese, con un accordo rimasto segreto, che avrebbe continuato ad utilizzare al massimo l'impianto storico situato nel nord-est dell'Inghilterra.

Il clima di incertezza politica ed economica che circonda le trattative in corso per l'uscita del Regno Unito rischia di esporre le industrie a maggiori costi e ingenti perdite: in caso di hard Brexit, o di no deal, le consegne delle forniture potrebbero ritardare per i controlli doganali, i prezzi potrebbero lievitare e quindi anche la competitività, con dirette ripercussioni sui lavoratori e sulla salute stessa dei gruppi industriali.

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Tornerà invece Milinkovic dopo aver scontato il turno di squalifica. " Luis Alberto ha accusato un fastidio, forse legato a crampi".


Nissan sposta parte della produzione fuori dall'UK.

La decisione, precisa la Nissan in una nota, "serve a ottimizzare gli investimenti in Europa e a consolidare la produzione del suv X-Trail in Giappone". La preoccupazione principale di Nissan e di altri produttori di auto, è che con Brexit non convenga più produrre veicoli nel Regno Unito a causa dei possibili dazi sulle esportazioni verso l'Europa che ci potrebbero essere in futuro. Attualmente a Sunderland, che impiega 7.000 dipendenti, sono costruiti i modelli Juke e Qashqai. Di queste ore, infatti, l'annuncio che non costruirà più il nuovo modello di X-Trail nei suoi impianti di Sunderland, nel Regno Unito.

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