LETTERA Venezuela: Maduro, Guaidò e il no di Salvini-Di Maio

LETTERA Venezuela: Maduro, Guaidò e il no di Salvini-Di Maio

LETTERA Venezuela: Maduro, Guaidò e il no di Salvini-Di Maio

L'autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidò, riconosciuto da una quarantina di Paesi, sta provando a organizzare l'arrivo di aiuti umanitari internazionali, sfidando il capo dello Stato Nicolas Maduro che li considera il preludio a un intervento militare o comunque un modo per metterlo definitivamente con le spalle al muro.

"Le drammatiche condizioni di vita del popolo venezuelano affamato dal governo di Maduro che in pochi anni ha portato più dell'80% della popolazione a vivere in povertà privando i cittadini dei beni di prima necessità e di gran parte dei propri diritti, necessitano una svolta nel governo del paese".

"Signori, sapete che c'è una linea rossa, sapete che c'è un limite, sapete che questa linea rossa sono medicine, cibo e attrezzature mediche". Ha rivendicato la legittimità della costituzione come leader dell'Assemblea Nazionale, sulla base del fatto che la rielezione di Maduro dello scorso maggio, boicottata dalla maggior parte dell'opposizione, è stata "illegittima".

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Infatti mi sembra che stia trapelando anche dal Ministero dei Trasporti che questa analisi costi-benefici sia negativa. Alessandro Di Battista ha aggiunto: non è vero che siamo contrari alle infrastrutture.


"Se vogliamo costruire il futuro, il momento è ora e lo abbiamo detto chiaramente e direttamente alle forze armate e ogni volta che ne ho l'opportunità, lo dico con rispetto, ma con forza, che la loro partecipazione si sta facendo urgente". La manovra è stata però bloccata dall'esercito del Venezuela, che ha impedito l'ingresso di alimenti e medicinali lungo il ponte al confine con la Colombia. Intanto la Croce Rossa si è detta disponibile a distribuire gli aiuti, ma solo quando saranno entrati in Venezuela. Nel frattempo, riferisce il sito di informazione locale "La Opinion", proseguono le operazioni di logistica alla frontiera tra i due paesi per preparare l'invio di aiuti umanitari a Caracas. Finalmente gli Stati europei si muovevano uniti.

"Il tempo dell'ambiguità e dell'ipocrisia del Governo è finito".

A livello istituzionale, invece, ieri il Parlamento ha adottato una legge che fissa a dodici mesi la durata massima di un eventuale governo di transizione presieduto da Juan Guaidò. A Bucarest, avevano approvato la risoluzione proposta dalla Svezia, con un ultimatum a Maduro per indire nuove elezioni, pena il riconoscimento di Guaidò quale legittimo presidente del Venezuela. Perché illegittimo? Perché la maggioranza parlamentare non riconosce la validità delle elezioni presidenziali, indette dallo stesso Maduro e inficiate da evidenti - dice l'Assemblea nazionale e la comunità internazionale - brogli elettorali.

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