Mano robotica. Primo impianto permanente a una donna svedese

Impiantata prima mano robotica permanente al mondo

La paziente svedese sottoposta a intervento pionieristico

L'impianto include include sedici elettrodi inseriti nei muscoli, che estrapolando una quantità maggiore di informazioni garantiscono un uso e controllo più naturale della protesi.

La prima operazione è stata effettuata su una donna che aveva perso la mano nel 2002. Il nuovo arto robotico è stato costruito grazie al progetto europeo DeTOP, portato avanti da Christian Cipriani, dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

"Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna ritrovi funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale". L'intervento è stato eseguito in Svezia, a Gothenburg, nello Sahlgrenska University Hospital, su una donna di 45 anni.

Ecco la mano robotica del Sant'Anna impiantata a una donna in Svezia Galleria fotografica Ecco com'è la mano robotica progettata dalla scuola Sant'Anna di Pisa.

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Il Gran Premio d'Azerbaijan che si corre a Baku ha esteso il contratto , che lo lega al campionato di Formula 1 fino al 2023. Da ricordare che la F1 dal 2020 ospiterà anche un GP in Vietnam, novità assoluta del calendario.


Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. La protesi consiste in impianti di titanio che fungono da ponte tra le ossa dell'avambraccio (ulna e radio) e le terminazioni nervose da un lato e la mano robotica dall'altro.

In questo modo i pazienti che dovranno gestire la mano robotica potranno controllarla in modo più efficace. Adesso sta eseguendo un programma di riabilitazione per ripristinare l'uso dei muscoli dell'avambraccio, e, tramite la realtà virtuale, sta imparando a controllare la mano robotica. Intanto si stanno già programmando altri due interventi, che verranno eseguiti in Italia e in Svezia. Nelle prossime settimane dovrebbe tornare a casa e usare quotidianamente la nuova mano.

L'intervento chirurgico è di quelli che fanno la storia.

Le attuali protesi di mano hanno anche un feedback sensoriale limitato. Non forniscono infatti percezioni tattili quando si afferra un oggetto o si interagisce con un'altra persona e l'ambiente circostante, costringendo la persona a fare affidamento solo sulla vista mentre usa la protesi. Uno degli elementi centrali di questo lavoro, proseguono gli esperti, è che si tratta della prima tecnologia utilizzabile nella vita di tutti i giorni, non solo all'interno di un laboratorio di ricerca.

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