Richiamato a Parigi l’ambasciatore francese in Italia

Il presidente francese Emmanuel Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron

Ieri il ministero degli Esteri francesi aveva duramente protestato per l'incontro del vice premier Luigi Di Maio a Parigi con alcuni responsabili dei gilet gialli. Il vicepremier italiano Matteo Salvini replica: "Non vogliamo litigare con nessuno, non siamo interessati alle polemiche".

Mossa clamorosa di Parigi dopo le "tensioni ripetute dei giorni scorsi" con il governo italiano.

Così il ministero degli Esteri francese ha motivato in una dichiarazione ufficiale la decisione di richiamare l'ambasciatore francese a Roma. Di fronte però all'aperto sostegno ai gilet gialli, irrituale da parte di esponenti del governo di uno stato membro, quello che in ambienti diplomatici si temeva già da qualche giorno - una messa in crisi dei rapporti bilaterali e la conseguente difficoltà a fare marcia indietro - si è purtroppo verificato. Violano il rispetto dovuto alle scelte democratiche, fatte da un popolo amico e alleato. "Violano il rispetto che deve esistere tra governi democraticamente e liberamente eletti".

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Bisio , per sbloccare la situazione, ha ironizzato: "Stanno registrando, poi la tagliano". Qualcuno ha ironizzato che la Raffaele "ha vinto una scorta".


Inoltre, "la campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto per ogni popolo o la sua democrazia". Le ultime ingerenze costituiscono una provocazione supplementare e inaccettabile.

"La Francia e l'Italia sono unite da una storia comune - esordisce la dichiarazione della portavoce del Quai d'Orsay che annuncia il richiamo dell'ambasciatore Christian Masset, arrivato a Roma nel settembre del 2017 - condividono un destino". "Disponibilissimi a incontrare il presidente Macron e il governo francese, sederci a un tavolo e affrontare, per quanto riguarda le mie competenze, tre questioni fondamentali". Oltre che allo sconfinamento illegale degli agenti c'è anche un danno non indefferente alle Ferrovie dello Stato, i controlli provocano fortissimi ritardi danneggiando dunque passeggeri e imprese.

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