Brexit, Juncker gela Theresa May. L'Ue non riapre i negoziati per l'accordo

Donald Tusk c'è un posto all'inferno per chi ha voluto la Brexit

Brexit, Juncker gela Theresa May. L'Ue non riapre i negoziati per l'accordo

A 50 giorni dalla data fatidica del "divorzio", malgrado il rischio di un'uscita caotica che potrebbe avere conseguenze devastanti per l'economia britannica, gli incontri di May con i presidenti della Commissione, del Consiglio europeo e dell'Europarlamento non hanno dunque portato risultati.

Nel precisare che non ci saranno nuove proposte riguardanti l'Irlanda che possano sbloccare l'impasse che si è venuto a creare a Westminster, Tusk ha invitato Theresa May ad avanzare proposte "realistiche" per rompere lo stallo sul confine irlandese.

A meno che, ed è l'ipotesi più probabile, non si arrivi a un'estensione dei termini di Brexit. L'obiettivo è "ottenere il ritiro ordinato del Regno Unito", ha spiegato il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas.

Ancora una volta dunque l'esito delle trattative dipende più da quanto accadrà a Londra che a Bruxelles.

Recensione Honda Accord 2016
Per garantire la sicurezza del conducente e dell'auto, la telecamera posteriore è integrata con dei sensori di parcheggio. A seconda dell'intensità della pioggia battente sul parabrezza, i tergicristalli si regoleranno automaticamente.


A questo proposito, ieri, il laeder laburista Jeremy Corbyn ha pubblicato una lettera con le sue cinque richieste al primo ministro: un'unione doganale, un allineamento normativo con le regole del mercato interno, un allineamento dinamico ai diritti e alle protezioni sociali in vigore nell'Ue, l'impegno a partecipare nelle agenzie e nei programmi europei e un accordo sulla sicurezza.

In difesa di Tusk si è schierata invece Joanna Cherry, deputata indipendentista dell'Snp e paladina della secessione della Scozia dal Regno Unito, attribuendo a Tusk la volontà di mandare all'inferno non tutti i sostenitori della Brexit, ma coloro che "l'hanno promossa senza avere neppure un piano".

E anche le aziende britanniche esportatrici e il turismo avrebbero di che gioire.

E si sa che di solito nei momenti critici fare troppo gli schizzinosi difficilmente risulta scelta vincente. Così, l'ultima frase di May prima di ripartire da Bruxelles appare come la minaccia di una Brexit molto "hard".

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