Brexit, Juncker gela Theresa May. L'Ue non riapre i negoziati per l'accordo

Tusk fa infuriare Londra

Brexit, Donald Tusk: "Inferno per chi l'ha promossa senza piano"

A 50 giorni dalla data fatidica del "divorzio", malgrado il rischio di un'uscita caotica che potrebbe avere conseguenze devastanti per l'economia britannica, gli incontri di May con i presidenti della Commissione, del Consiglio europeo e dell'Europarlamento non hanno dunque portato risultati.

Nel precisare che non ci saranno nuove proposte riguardanti l'Irlanda che possano sbloccare l'impasse che si è venuto a creare a Westminster, Tusk ha invitato Theresa May ad avanzare proposte "realistiche" per rompere lo stallo sul confine irlandese.

A meno che, ed è l'ipotesi più probabile, non si arrivi a un'estensione dei termini di Brexit. L'obiettivo è "ottenere il ritiro ordinato del Regno Unito", ha spiegato il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas.

Ancora una volta dunque l'esito delle trattative dipende più da quanto accadrà a Londra che a Bruxelles.

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Il centro d'allenamento " Ninho do Urubu " si trova in una zona residenziale a 30 chilometri dalla sede principale del club. L'incendio scoppiato nella notte, per motivi ancora da precisare, è stato domato alle 7.20 ora locale (le 10.20 italiane).


A questo proposito, ieri, il laeder laburista Jeremy Corbyn ha pubblicato una lettera con le sue cinque richieste al primo ministro: un'unione doganale, un allineamento normativo con le regole del mercato interno, un allineamento dinamico ai diritti e alle protezioni sociali in vigore nell'Ue, l'impegno a partecipare nelle agenzie e nei programmi europei e un accordo sulla sicurezza.

In difesa di Tusk si è schierata invece Joanna Cherry, deputata indipendentista dell'Snp e paladina della secessione della Scozia dal Regno Unito, attribuendo a Tusk la volontà di mandare all'inferno non tutti i sostenitori della Brexit, ma coloro che "l'hanno promossa senza avere neppure un piano".

E anche le aziende britanniche esportatrici e il turismo avrebbero di che gioire.

E si sa che di solito nei momenti critici fare troppo gli schizzinosi difficilmente risulta scelta vincente. Così, l'ultima frase di May prima di ripartire da Bruxelles appare come la minaccia di una Brexit molto "hard".

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