Cara di Mineo, via i primi 50 migranti: le foto dei trasferimenti

Cara di Mineo, via i primi 50 migranti: le foto dei trasferimenti

Cara di Mineo, via i primi 50 migranti: le foto dei trasferimenti

Il primo dei due pullman con a bordo i 50 migranti da trasferire oggi, ha attraversato il cancello di uscita del Cara di Mineo alle 11,10, scortato da mezzi dei carabinieri. Ferma la volontà del vicepremier Salvini di svuotare la struttura catanese: entro il 2019 il centro di accoglienza non ospiterà più migranti. "È chiaro che così hanno perduto il diritto all'accoglienza in strutture governative". Il trasferimento, secondo le indicazioni del Viminale, sarà programmato di mese in mese e prevede l'inserimento nel Siproimi (l'ex sistema Sprar) dei 15 titolari di protezione internazionale e il trasferimento degli altri in tutte le province siciliane. Una folla di migranti si è radunata dentro il Cara, al momento non c'è tensione e le procedure proseguono con tranquillità. Solo pochi giorni fa aveva scritto al ministro Salvini per chiedere un incontro. "Siamo italiani come gli altri, più degli altri perché - conclude Mistretta - abbiamo fatto il nostro dovere in silenzio". Tante le emergenze all'orizzonte, che il Comune non vuole affrontare in isolamento: lavoratori licenziati, migranti che non lasceranno il territorio e che potrebbero vivere di espedienti, una struttura svuotata che rischia di diventare un monumento alla disperazione o addirittura all'illegalità.

"Sono - spiega il direttore del Cara, Francesco Magnano - persone libere, hanno un permesso di soggiorno e possono andarsene quando vogliono". L'auspicio è che prevalga il buonsenso e che sia data la possibilità a un territorio devastato e martoriato di ripartire.

Romagnoli si confessa sulle voci che lo vogliono alla Juve
Dispiace, lui ha fatto le sue scelte e ha deciso di andare via, le rispettiamo. Il campionato è ancora molto lungo , con diversi scontri diretti.


Il sindaco Mastretta dice di essere "sempre stato contrario al Cara" e "d'accordo per la sua chiusura", ma richiama lo stato in quanto "non può lasciare qui le macerie che ha creato". La prima udienza del processo è prevista per il prossimo 20 marzo. Inutile aspettarsi, da parte delle autorità preposte alla sua gestione, una chiara ammissione del loro fallimento.

"Le conseguenze del decreto Sicurezza sono ampie e distruttive". "Noi siamo martiri - aggiunge - e mi meraviglio che adesso si intesti la battaglia per la chiusura del Cara chi è stato il carnefice del territorio". "Contentissimo sono, se chiude gli faccio un grande regalo a Salvini e gli dico grazie".

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