Governo come Ponzio Pilato non sceglie fra Maduro e Guaidò

Governo come Ponzio Pilato non sceglie fra Maduro e Guaidò

Governo come Ponzio Pilato non sceglie fra Maduro e Guaidò

"Quale e' la logica, l'argomentazione, di ripetere le elezioni?", ha detto Maduro in un'intervista alla Bbc. Salvini ha confermato la dura presa di posizione nei confronti di Maduro ed il pieno sostegno al percorso costituzionale per arrivare al più presto ad elezioni libere.

"Il segnale del Presidente di Guaidò alla Russia e Cina è che solo con lui il Venezuela sarà in grado di ripagare i debiti verso la Russia e la Cina, solo con lui i diritti di tutte le compagnie in Venezuela saranno rispettati", ha detto Diamanti in una conferenza stampa a Roma, dove Guaidò ha inviato una delegazione per incontrare i rappresentanti delle autorità italiane e vaticane. "E' importante evitare che si creino contrapposizioni antitetiche che rallentino il processo verso nuove elezioni che restano l'unica via" ha sottolineato il ministro degli Esteri, aggiungendo che "la condanna di ogni tipo di violenza e la richiesta di elezioni presidenziali restano i nostri punti cardine" e che il governo italiano ritiene "importante favorire il dialogo, se possibile la riconciliazione nazionale, che permetta di restituire la scelta dei propri governanti al popolo venezuelano". Guaidó, in essa, sottolinea anche come "il Venezuela e l'Italia hanno profonde radici comuni". Una comunità numerosa che guarda all'Italia come un punto di riferimento. E la risoluzione di maggioranza, approvata oggi dalla Camera dei deputati con 266 sì, 205 no e 9 astenuti, ne è la riprova.

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"Il Venezuela - è scritto nella risoluzione M5S-Lega - sta vivendo una gravissima crisi politica, economica, monetaria e sociale e un'emergenza umanitaria; quest'ultima è stata causata principalmente da anni di politiche economiche, valutarie e industriali fallimentari aggravate dal crollo dei prezzi del petrolio, risorsa fondamentale per il Paese; tutti gli indicatori economici sono peggiorati e si è sviluppato un insidioso mercato nero, con notevoli effetti destabilizzanti". Ottocentomila venezuelani sono ridotti alla fame - ha aggiunto Antonio Ledezma - e cinque milioni hanno già lasciato il paese. È per queste ragioni, scrive Guaidó, che "milioni di venezuelani scendono nelle piazze a manifestare pacificamente da diversi mesi. Per chiedere lo sblocco degli aiuti umanitari, fermi alle nostre frontiere per volontà di Maduro e del suo esercito".

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