Spagna, bilancio bocciato: rischio voto anticipato

Pedro Sánchez

Pedro Sánchez

Il parlamento della Spagna ha rigettato la manovra finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez. Sarebbe la terza volta che la Spagna va al voto in quattro anni. Sono stati 191 i deputati dell'opposizione conservatrice e dei partiti regionali catalani a votare per le richieste di emendamento per bloccare il bilancio, mentre i voti a favore si sono fermati a 158, su un totale di 350 parlamentari.

I partiti indipendentisti catalani hanno inferto una decisiva accelerazione alla possibile fine anticipata della legislatura perché il governo non ha accettato le due condizioni poste per sostenere la legge di bilancio: negoziare l'autodeterminazione della Catalogna e interferire nell'azione della giustizia, vulnerando secondo Madrid la separazione di poteri, nel processo ai 12 leader indipendentisti in corso davanti al Tribunale Supremo. La fine naturale della legislatura sarebbe prevista per il 2020.

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La maggioranza che sosteneva il governo del PSOE era formata da un eterogeneo gruppo di partiti di cui facevano parte Podemos - il partito di sinistra di Pablo Iglesias -, il partito dei nazionalisti baschi e i due partiti indipendentisti catalani, sia Esquerra Republicana (ERC, di sinistra) che il PDeCAT (di centrodestra, il partito dell'ex presidente catalano Carles Puigdemont). E ad altri piccoli partiti regionali che trovavano il bilancio troppo sbilanciato verso la Catalogna, nel tentativo di ingraziarsi i secessionisti. A riferirlo fonti del governo citate dai media, dopo che il parlamento ha bocciato la legge di bilancio. Tra le altre cose, gli indipendentisti erano tornati a chiedere un referendum sull'indipendenza della Catalogna e avevano rifiutato una più vaga proposta di Sánchez di tornare a incontrarsi per trovare una mediazione. Secondo la maggior parte dei sondaggi, in caso di nuove urne potrebbe prevalere una coalizione fortemente orientata a destra con la partecipazione del partito sovranista Vox, reduce dal successo alle urne in Andalusia.

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