Guarito dalla leucemia non può tornare a scuola

Guarito dalla leucemia non può tornare a scuola

Guarito dalla leucemia non può tornare a scuola

Non usa giri di parole, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, per definire la vicenda che ha visto protagonista un bambino di otto anni.

Dopo dieci mesi di chemioterapia, il tumore è in fase remissiva. Un lungo calvario, poi la remissione dopo le cure che - però - ora non gli consentono di essere vaccinato perché il suo sistema immunitario è stato compromesso dalla chemioterapia e servirà altro tempo per poter ripristinare il tutto.

Intanto oggi nell'istituto di via Bobbio (quartiere San Giovanni-Appio) dov'è iscritto il piccolo Matteo i medici dell'Asl Rm2 incontreranno la direzione, i docenti e le famiglie comprese quelle no-vax per spiegare scientificamente cosa potrebbe accadere ad un organismo immunodepresso se entrasse in contatto con focolai di morbillo, ad esempio, o rosolia e varicella. Nonostante questo sarebbe potuto tornare a scuola.

Incidente in motoslitta: muore ragazzo, padre grave
Un ragazzo di 17 anni è morto in seguito ad un incidente in motoslitta avvenuto in Svizzera , in Val Mesolcina. Secondo le ricostruzioni dell'accaduto, riportate da Rsi, la tragedia si sarebbe consumata a metà pomeriggio.


Un bambino è guarito dalla leucemia ma non può andare a scuola. A quell'età, infatti, la scuola spesso e volentieri si rivela un ricettacolo di virus più e meno invasivi.

"Fabio è un bambino che ha bisogno di tornare a vivere la vita che viveva prima, vorrebbe tornare a nuotare ma non può farlo perché è pericolosissimo per lui entrare in acqua - racconta la madre del piccolo - gli abbiamo detto che vogliamo far passare la stagione invernale, tra malanni e influenze". Il caso del piccolo Matteo il nome è di fantasia, il bambino di 8 anni affetto da una leucemia linfoblastica acuta di tipo B, che non può rientrare a scuola perché alcuni suoi compagni non hanno le coperture vaccinali, ha spinto la Regione Lazio ad adottare dei provvedimenti in autonomia come una legge regionale che estende l'obbligatorietà vaccinale fino ai 14 anni. La sua collega di partito, la senatrice Vanna Iori, trova "impensabile che l'atteggiamento irresponsabile di alcuni genitori metta in pericolo la vita di altri bambini". La notizia di questo bambino ha riacceso il dibattito nell'opinione pubblica non più sul diritto di scegliere per sé stessi, ma sulla possibilità di condizionare anche la vita di altre persone quando si sceglie di non sottostare alle direttive e a quanto raccomandato dai medici. "Tornerà in quei banchi, con la mascherina, senza i capelli di prima, ma ci tornerà". Una vittoria la cui unica medaglia è il ritorno alla routine di un bimbo di 8 anni.

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