Cancro al seno, scoperti geni sentinella di rischio metastasi

Donne scoperti i geni in grado di predire il rischio metastasi

Cancro al seno, scoperti geni sentinella di rischio metastasi

Si tratta della scoperta di una nuova firma molecolare costituita da geni molto espressi in alcuni tumori mammari e in grado di predire il rischio di metastasi a distanza.

Tumore al seno prevedibile geneticamente. La scoperta aprirebbe la strada a nuovi trattamenti molto più mirati e personalizzati, attraverso l'adozione di terapie mediche e chirurgiche nei singoli casi clinici. Una corretta alimentazione può avere infatti ricadute positive sia sui disturbi che spesso si manifestano come effetto collaterale delle terapie oncologiche (quali perdita dell'appetito, precoce senso di sazietà, alterazione del gusto, problemi di masticazione e deglutizione, nausea e vomito, affaticabilità e stanchezza), che sul modo con cui l'organismo reagisce a queste ultime.

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La nuova firma, composta da 20 geni, misura il grado di 'staminalità' presente nel tumore primario, che dipende sia dal numero sia dall'aggressività biologica delle cellule staminali del cancro, cioè di quelle cellule madri che sono all'origine dell'insorgenza della malattia tumorale e che si ritiene siano anche responsabili della formazione di metastasi nel tempo, resistendo ai comuni trattamenti chemioterapici e ormonali. L'esperto, poi, sottolinea come questa particolare firma molecolare "rappresenti uno strumento per la stima del rischio metastatico più affidabile dei parametri clinico-patologici che oggi comunemente si utilizzano per determinare la gravità della malattia, prevederne la prognosi e scegliere il percorso terapeutico più adeguato per ogni singola paziente". La nuova firma è stata analizzata in più di 2.000 pazienti con tumore del seno seguite per circa 15 anni all'IEO. Ancora in via di sviluppo, si stanno conducendo studi di convalidazione dell'efficacia clinica della firma molecolare utilizzando gruppi di pazienti arruolate negli studi clinici a livello internazionale. Questo rappresenta un passaggio indispensabile, spiegano i ricercatori, guidati da Pier Paolo Di Fiore e Salvatore Pece, per l'introduzione di tale metodica nella pratica clinica nei prossimi anni. I FARMACI Ora, il passo successivo è quello di identificare i farmaci. L'obiettivo è attaccare le cellule staminali tumorali proprio nel loro potenziale lesivo di sviluppare metastasi, nella prospettiva di nuove terapie molecolari per eradicare la malattia tumorale.

Sempre più evidente risulta al mondo scientifico, che le cellule staminali del cancro sono uno snodo importante e di vitale importanza per le strade per combattere il tumore del seno. I parametri fino ad ora utilizzati guardano alle caratteristiche dell'intera massa tumorale, come il profilo ormonale o il livello di proliferazione, invece che a quella rara sottopopolazione di cellule staminali neoplastiche che si nasconde all'interno dei tumori.

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