L'Italia, la più sanzionata dell'Uunione Europea

L'Italia, la più sanzionata dell'Uunione Europea

L'Italia, la più sanzionata dell'Uunione Europea

La Commissione europea deferisce l'Italia dinanzi alla Corte di Giustizia. Le norme UE sulla qualità dell'aria impongono agli Stati membri l'adozione di misure che tutelino i cittadini dall'esposizione agli inquinanti atmosferici.

I valori limite di NO2 stabiliti dalla legislazione dell'UE in materia di qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) avrebbero dovuto essere rispettati già nel 2010. Anche altri Paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Romania e Ungheria) sono interessati da provvedimenti simili. A questi tre casi si aggiungono il mancato recupero di aiuti di Stato a Venezia e Chioggia (per il quale la Corte ha condannato l'Italia nel settembre 2015), costato fino a oggi 102 milioni di euro, e le violazioni sui contratti di formazione lavoro (condanna del novembre 2011) per le quali sono stati pagati 78 milioni di euro.

Ma non è solo la qualità dell'aria ad aver messo l'Italia in una posizione scomoda nei confronti dell'Europa.

"La notizia del deferimento dell'Italia alla Corte Giustizia Ue per smog e fogne, arrivato oggi dalla Commissione Europea e che segue quello del 2018 per sforamenti dei limiti di Pm10, non ci sorprende affatto", dichiara il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.

Tav, cosa dice lo studio riservato Ue
L'ultimo capitolo dell'assurda vicenda Tav è legato al nome del professor Marco Ponti e alla sua versatilità intellettuale. Si parla di un risparmio di tempo per i passeggeri del 30 % e per le merci del 40%.


La cattiva gestione delle acque reflue riguarda circa 800 Comuni, sparsi in tutta la Penisola: 18 in Abruzzo, 40 in Basilicata, 129 in Calabria, 108 in Campania, 7 in Friuli-Venezia Giulia, 4 nel Lazio, 6 in Liguria, 119 in Lombardia, 46 nelle Marche, 1 in Piemonte, 27 in Puglia, 41 in Sardegna, 176 in Sicilia, 34 in Toscana, uno nella Provincia di Trento, 5 in Umbria, uno in Valle d'Aosta e 26 in Veneto, più un'area sensibile condivisa tra quattro regioni del Nord.

Per conseguire finalmente concreti progressi su entrambi i fronti i problemi andrebbero affrontati a partire dalle cause, che sono note da molto tempo: per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico le principali fonti nel nostro Paese sono il traffico veicolare e l'inefficiente climatizzazione degli edifici, mentre la rete fognaria abbisogna di investimenti per essere adeguata al rispetto della normativa.

L'Italia non rispetta le norme dell'UE in queste regioni da oltre 13 anni, con notevoli rischi per l'ambiente e la salute umana in un gran numero di agglomerati. "Se continuiamo di questo passo potrebbero arrivare altri deferimenti e nuovi possibili maxi-multe, e a pagare ancora una volta sarebbero i cittadini in termini di salute e soldi".

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