Usa, la prima top gun rivela: "Stuprata da un mio superiore"

Usa, la prima top gun rivela:

Usa, la prima top gun rivela: "Stuprata da un mio superiore"

McSally ha spiegato di non aver denunciato l'aggressore perché non credeva nel sistema, era confusa e si vergognava.

"Anche io sono una sopravvissuta". McSally ha detto ai colleghi e a una testimone che era andata a deporre: "Così come te, sono anche io una sopravvissuta militare di violenza sessuale".

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La senatrice statunitense Martha McSally, la prima donna pilota di combattimento nell'aviazione degli Stati Uniti, ha detto oggi di essere stata stuprata da un ufficiale superiore, ma non l'ha denunciata perché si è incolpata di se stessa e non si è fidata del sistema. La veterana, diventata colonnello dopo 26 anni di servizio, non è infatti solo la prima donna ad aver pilotato un jet in guerra (in Iraq e Kuwait) ma anche la prima donna comandante di una squadra di caccia militari. Una frase che una donna non vorrebbe e non dovrebbe mai pronunciare. Nel 2001 aveva fatto causa al Pentagono contro l'obbligo per le donne soldato americane in Arabia Saudita di indossare un copricapo fuori dalla base. Nell'ultima deposizione ha parlato di atti "perpetrati, lasciando intendere di essere stata aggredita più di una volta, senza fare i nomi degli aggressori". "Fui inorridita per come venne gestito il mio tentativo di condividere la mia esperienza", ha raccontato come si vede nel video del The Guardian. Mi sono quasi separata dall'Air Force a 18 anni di servizio per la mia disperazione. Ieri, l'ex top gun ha di nuovo dipinto un ambiente nel quale le molestie e gli abusi sessuali erano diffusi e le vittime in gran parte soffrivano in silenzio. La confessione di Martha McSally ha profondamente toccato il popolo americano. Per questo si è detta "grata" a tutte le donne che hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto per cambiare il sistema: "Abbiamo fatto molta strada per fermare le aggressioni sessuali nell'esercito ma abbiamo ancora molta strada da fare", ha ammonito, sottolineando che "sono stati persi troppi anni e sono state rovinate troppe vite".

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