Accertata l'identità delle due sagome sul Nanga Parbat: sono Nardi e Ballard

Daniele Nardi a Overtime

Daniele Nardi a Overtime

Le operazioni di recupero sulla parete Diamir sono state definitivamente sospese e l'ambasciatore italiano in Pakistan ha confermato che i due sono morti. "Una sfida al limite del possibile, che porterà la spedizione a dover scegliere tra la vetta e la vita in un susseguirsi di colpi di scena e in uno scenario montano tra i più belli del mondo". "Abbiamo sperimentato la vicinanza di tantissime persone, molte sconosciute, che in vari modi hanno voluto manifestare solidarietà al dramma della famiglia". Nel 2013 il Nanga Parbat è stato attaccato da una banda di talebani che hanno ucciso 10 alpinisti stranieri e una guida pakistana: da allora il governo assegna una scorta agli scalatori.

Forse un giorno, durante la stagione estiva, qualcuno cercherà di recuperare queste "due sagome umane", oggi due puntini a circa 6.000 metri di altitudine su quella via impossibile, mai da nessuno percorsa in salita.

La triste notizia è stata pubblicata sui social da Daniela, moglie di Daniele Nardi, e Stefania Pederiva, compagna dell'alpinista britannico. Per le ricerce dei due alpinisti dispersi sul Nanga Parbat si era mosso anche l'alpinista bergamasco Agostino Da Polenza.

Silvio Berlusconi indagato per corruzione in atti giudiziari
Tanto che l'ex Cavaliere ha già ricevuto un avviso di proroga delle indagini per corruzione in atti giudiziari . In totale sono cinque gli episodi contestati dai magistrati di piazzale Clodio.


Nella foto, cerchiata di rosso, si vede il corpo di Daniele Nardi con la giacca a vento arancione, riverso sulla neve, e, più sotto, con la giacca azzurra, il corpo di Tom Ballard con accanto la tenda dei due. Dovevano scendere da quella parto altrimenti saremo morti tutti e due. Ma le speranze sono le ultime a morire. Da qui si torna a Skardu e poi al K2.

Uscirà presto un libro che racconta le imprese di Nardi: scritto con Alessandra Carati per Einaudi Stile Libero, Daniele aveva chiesto che la storia venisse scritta, anzi completata, anche nel caso lui non fosse tornato dalla spedizione. La nona montagna più alta del mondo, probabilmente la più difficile da scalare, sicuramente la più pericolosa. "Un dolore straziante e una forte rabbia per non aver ascoltato le mie costanti parole che ti dicevano che su quella montagna non dovevi andare, i tuoi sogni non erano lì, per questo madre natura non ti ha più protetto". "Ti ritroverò nella natura, nei fiumi negli alberi nelle montagne, tu sarai sempre la mia roccia più bella".

E tragedia nella tragedia i corpi dei due alpinisti resteranno lassù, sul Nanga Parbat. Ringraziamo Alex (Txicon, ndr), Ali (Sadpara, ndr), Rahmat (Ullah Baig, ndr) e tutta la squadra di soccorso, le autorità pakistane e italiane, i giornalisti, gli sponsor, tutti gli amici che hanno dimostrato tanta collaborazione e generosità. La famiglia ricorda Tom come competente e coraggioso amico di Daniele. "A lui va il nostro pensiero", si legge ancora nel post. Daniele rimarrà un marito, un padre, un figlio, un fratello e un amico perso per un ideale...

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