Brexit, l’appello di Theresa May: "rischiamo di non uscire dall’Ue"

Brexit l’appello di Theresa May “rischiamo di non uscire dall’Ue”

Brexit, l’appello di Theresa May: "rischiamo di non uscire dall’Ue"

May ha detto che, se il suo piano sarà sconfitto martedì, i legislatori potranno votare mercoledì e giovedì se vogliono lasciare il blocco senza un accordo, o chiedere un breve ritardo alla Brexit.

Lo scandisce con pragmaticità: "Se il Parlamento britannico dovesse respingere l'accordo su Brexit, potremmo non uscire mai dall'Ue".

Per questo i mercati hanno subito reagito penalizzando la sterlina, in attesa di sapere se il Parlamento sceglierà per un rinvio della Brexit, anche in funzione di un nuovo referendum, oppure per un'uscita dall'Ue senza accordo. L'approvazione a Westminster dell'accordo Brexit, raggiunto tra la premier britannica, Theresa May, e l'Ue, "darebbe una spinta all'economia britannica". "Andiamo oltre i litigi, oltre l'asprezza del dibattito e andiamo fuori dalla Ue come un Paese unito, pronto a fare del suo futuro un successo", ha continuato May.

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La premier ha ribadito che i contatti con Bruxelles proseguiranno anche nel weekend. E proprio ai suoi interlocutori europei lancia un messaggio: torna a invocare rassicurazioni, non solo verbali, sul backstop - la controversa clausola sul confine irlandese - e avverte che l'atteggiamento di Bruxelles è destinato ad avere "un grande impatto" sull'esisto del voto di martedì 12 marzo. "Noi siamo entrambi parte di questo processo".

La UE e il Regno Unito hanno condotto intensi negoziati, giungendo lo scorso novembre a una bozza di accordo di recesso, che prevede un periodo transitorio (almeno fino al 31 dicembre 2020), durante il quale i Trattati e il diritto dell'Unione continueranno ad applicarsi pienamente nel Regno Unito. "Il Regno Unito non sarà forzato a restare nell'unione doganale contro la propria volontà".

Sono circa 3,2 milioni, di cui circa 700.000 italiani, i cittadini dell'UE residenti nel Regno Unito e circa 1,2 milioni i cittadini inglesi residenti nell'UE che potranno continuare ad esercitare i diritti attualmente garantiti dalle normative europee. Questa opzione era già stata presentata dall'Unione, in una prima formulazione del backstop, ma rigettata dalla premier britannica Theresa May, perché avrebbe diviso il Regno Unito. "Non è tempo di tornare a vecchi argomenti", risponde il ministro per la Brexit, Stephen Barclay: "il Regno Unito ha fatto nuove proposte chiare, bisogna concordare su una soluzione equilibrata".

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