Brexit: May senza voce, questo accordo o Brexit a rischio

Theresa May è stata sconfitta. Per permettere ai deputati di fare una scelta oculata, il governo pubblicherà informazioni sul modo in cui intende procedere sulla questione delle tariffe e su quella dell'Irlanda del Nord, che in questo caso, ironia della sorte, si troverebbe ad avere quel confine fisico con la repubblica irlandese che da anni (quasi) tutti cercano di evitare.

BuzzFeed riporta intanto alcuni rumor secondo cui la premier potrebbe tentare di spingere per un terzo voto di Westminster sulla sua proposta sulla Brexit all'inizio della prossima settimana. Né i laburisti né parte dei conservatori vogliono lo scenario senza accordo.

LONDRA Il Regno Unito, nel suo tentativo di uscire dall'Unione europea, è arrivato in un vicolo cieco dal quale non sa come uscire e a diciassette giorni dalla Brexit, nessuna delle soluzioni sul tavolo ha più chances, o potenzialità, delle altre.

Cox: "Esistono ancora rischi legali" - Il primo ad affondare l'intesa era stato l'attorney general del governo britannico, Geoffrey Cox, che nel suo parere legale ha definito le nuove intese allegate all'accordo raggiunto da May e Barnier "legalmente vincolanti" sottolineando però che non cancellano del tutto un "rischio legale" che "resta invariato" nell'ipotesi di "differenze irreconciliabili" nel negoziato con l'Ue sulle relazioni future. "Questo accordo non dà un livello sufficiente di certezze al Paese" ed è figlio del "caos" interno alla maggioranza, ha aggiunto annunciando il voto contrario dei Labour.

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Se invece l'opzione 'no deal' verrà respinta nel voto, giovedì i Comuni saranno chiamati a decidere se chiedere all'Unione europea una proroga dell'Articolo 50, rinviando così la Brexit.

Pollice verso contro l'accordo sulla Brexit di Theresa May da otto deputati di spicco in rappresentanza dei Tory brexiteer più oltranzisti e degli alleati unionisti nordirlandesi del Dup.

Ha affidato a twitter il proprio pensiero anche il Premier Olandese Mark Rutte: "E' deludente che il Parlamento britannico non sia stato in grado di garantire una maggioranza anche dopo ulteriori assicurazioni". Lo ha dichiarato un portavoce del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, commentando la sonora sconfitta della premier britannica, Theresa May, a Westminster, la seconda dopo quella del 15 gennaio. "Da parte europea, abbiamo fatto tutto il possibile per raggiungere un accordo". Non è più così fantasiosa l'idea che si formi un nuovo governo di emergenza formato da chi oggi voterà contro il no deal. Anche se "riducono il rischio che il Regno Unito possa essere trattenuto indefinitamente e involontariamente" nel meccanismo del backstop, che non dovrebbe trascinarsi oltre l'autunno 2020. "I nostri preparativi per un 'no deal' ora sono più importanti che mai".

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