Roma, Corrado Guzzanti truffato per oltre 700mila euro

Corrado Guzzanti truffato per 400mila euro

Corrado Guzzanti truffato in 10 anni per 700.000 euro: “Mi hanno pignorato anche casa”

Truffato da colui che, oltre a essere suo socio e manager, era anzitutto un amico.

In tribunale il comico e attore ha raccontato del terribile periodo vissuto in seguito a questa vicenda, degli incubi e delle lacrime nel sonno. I presunti colpevoli del raggiro ai danni del noto comico e attore, che ha regalato personaggi indimenticabili al pubblico da quasi trent'anni da Lorenzo a Quelo, fino ai più recenti Padre Pizarro e Aniene, sono il produttore Valerio Trigona Terenzio e il suo stretto collaboratore Cesare Vecchio.

La mole di debiti sarebbe tornata come un boomerang contro l'attore che, anni dopo, nel 2013, si sarebbe visto presentare alla porta l'ufficiale giudiziario per un avviso di pignoramento della sua casa. "Nel 2014 me la sono cavata con due o tre lavori che mi hanno permesso di guadagnare abbastanza per pagare le tasse e la casa e sono stati come una specie di terapia per ripartire". Conosciuto nel 1994 ai tempi di Tunnel, condotto su Rai Tre da Serena Dandini, Trigona, già impresario di big della canzone come Dalla, Morandi, Ron, Vanoni, convince Guzzanti ad affidargli la gestione di una parte cospicua dei suoi guadagni per investirli in titoli tedeschi dai rendimenti elevati e certi. "Ero in difficoltà anche a fare la spesa", ha affermato Guzzanti come si legge sul 'Corriere della Sera.

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Corrado Guzzanti è stato vittima di una truffa andata avanti per dieci anni, un buco da 700.000 euro nei conti del famoso comico e attore. Una condotta che la procura attribuisce non solo a Trigona, ma anche a Vecchio. Peccato che i titoli fossero carta straccia: Terenzio, approfittando della fiducia dell'attore che gli lasciava gestire le sue finanze, se ne sarebbe sistematicamente approfittato con la complicità del suo braccio destro anche lui a processo. "E invece hanno svuotato sistematicamente i miei conti bancari con la incredibile accondiscendenza degli operatori di sportello".

"Ho scoperto di essere talmente rovinato - ha spiegato Guzzanti ai media - che 500 euro mi avrebbero fatto comodo". Guzzanti crede anche di pagare un conto di liquidità dal quale Trigona "effettua prelievi, dispone bonifici, effettua operazioni di giroconto e richiede assegni circolari" - si legge nel capo di imputazione. Dopo 30 anni di carriera l'attore, infatti, ha dovuto riprendere a "lavorare come un matto per salvare la casa", andando avanti "a scatolette di tonno", come lui stesso ha ammesso. Poi nel 2015 continua Guzzanti "è arrivato un nuovo progetto" e le cose piano piano hanno cominciato a sistemarsi.

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