Algeria, migliaia di studenti in piazza ad Algeri contro Bouteflika

Festa in piazza dopo l’annuncio del presidente Bouteflika di non ricandidarsi alle elezioni presidenziali

Festa in piazza dopo l’annuncio del presidente Bouteflika di non ricandidarsi alle elezioni presidenziali

Le proteste in Algeria, dopo la prima grande manifestazione del 22 febbraio, sono quasi quotidiane e si tratta comunque dei più affollati cortei dai tempi della primavera araba del 2011, disinnescata in Algeria da elargizioni consentite dai proventi petroliferi.

Bouteflika governa il Paese nordafricano da quasi 20 anni. Ma nei fatti il Paese è bloccato e non si capisce come possa "sbloccarsi".

L'82enne leader algerino, tuttora ricoverato a Ginevra, ha promesso in caso di vittoria il prossimo 18 aprile, di organizzare elezioni anticipate nelle quali non si presenterà più e una riforma della Costituzione da approvare con un referendum. In un messaggio letto in televisione, domenica sera, il capo dello Stato assicura di aver ascoltato il grido dei cuori dei manifestanti.

I manifestanti, che avevano iniziato a protestare chiedendo il ritiro della candidatura di Bouteflika, ora chiedono cambiamenti molto più radicali nel sistema politico algerino, dominato da decenni dai veterani della guerra per l'indipendenza combattuta tra il 1954 e il 1962. Lo stesso Algerie Part ha scritto che il nome del veterano della diplomazia ed ex inviato speciale dell'Onu "è stato proposto" alla presidenza algerina "per la guida della commissione che dovrà preparare la conferenza nazionale".

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Imponente la presenza di manifestanti nella Capitale, Algeri, dove la folla ha riempito completamente la piazza centrale così come tutte le vie d'accesso. A Costantina, l'Ordine degli avvocati ha annunciato un blocco delle proprie attività fino a nuovo avviso.

"Loro hanno i milioni, noi siamo milioni", si leggeva su uno dei cartelloni portati al corteo di Algeri, tra gli slogan scanditi, "Noi ad un quinti mandato" per il capo dello Stato, gravemente malato, di cui non si sente un discorso in pubblico da anni. Poco si è fatto da allora e poco forse si poteva fare, per contribuire a disinnescarla data la chiusura opposta da quel regime a ogni tentativo di intrusione nelle sue dinamiche interne.

È stato recentemente ricoverato in ospedale in Svizzera per sette giorni, ufficialmente per "visite mediche periodiche", ma il suo ritorno in Algeria non è ancora stato annunciato.

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