Concentrarsi sui filmati di Giulia Sarti è inutile e morboso

Per Giulia Sarti solidarietà trasversale dopo il nuovo servizio delle Iene

Le foto di Giulia Sarti sono arrivate anche a noi, ma non sono un argomento politico

Tanto che, allarmato dal rapido aumento delle condivisioni private dei file, il Garante per la privacy ha diffuso una nota a inizio giornata in cui si invitavano i mezzi di informazione ad astenersi dal "diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica". Ora circolerebbero nuove foto intime. Che rinascono dal caso Rimborsopoli, che hanno portato alle dimissioni della Sarti da presidente della commissione Giustizia e la sua autosospensione dal M5s.

Le Iene, che hanno intervistato Tibusche anche in merito a un presunto video a contenuto sessuale con protagonista la Sarti (quello che sta girando al momento sulle chat ritrae in realtà un'altra donna che somiglia vagamente alla parlamentare), hanno precisato, da parte loro di "indagare su questioni di pubblico interesse, su dove potrebbero essere finiti i soldi che la parlamentare aveva dichiarato di aver restituito al fondo per il microcredito alle piccole imprese e che sarebbero stati dedicati anche all'eventuale acquisto di apparecchi di videosorveglianza forse per girare filmini privati". "No, stanno circolando due tipi di cose". Una circostanza che oltre a provocare l'unanime solidarietà per la deputata da parte degli esponenti di tutti i partiti, ha anche provocato la ferma condanna del presidente della Camera Roberto Fico e del Garante per la Privacy, che ha raccomandato ai media di non diffondere le suddette immagini.

"Da giorni arrivano sui cellulari dei giornalisti italiani delle fotografie osé, delle immagini molto osé della parlamentare M5S Giulia Sarti". "È vergognoso quanto sta accadendo in queste ore, condanniamo senza alcuna esitazione la diffusione di immagini della vita privata della collega Giulia Sarti". Atteggiamenti meschini che mirano a fare del male 'gratuitamente' a Giulia. Ma anche di indignazione per il fatto che vecchie foto private della Sarti sono tornate in circolazione in diverse redazioni, per molti una vera e propria forma di revengeporn.

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Sulla vicenda è intervenuto il deputato del Pd Michele Anzaldi, che si chiede perché il servizio non sia stato mandato in onda.

'Voglio manifestare con forza la mia solidarietà a Giulia Sarti per il vergognoso atto di cyber-bullismo ai suoi danni. Non ho parole per esprimere il mio totale disprezzo per chi ha organizzato un attacco così infame', scrive su twitter Mara Carfagna.

"Continuano le menzogne. Vi prego smettetela - ha scritto Giulia Sarti su Facebook -". Arriva infatti oggi in commissione Giustizia del Senato il ddl firmato da Elvira Evangelista che istituisce il reato di pubblicazione non consensuale di pornografia: "È un crimine rispetto al quale bisogna colmare un vuoto - afferma Evangelista - viene punito con una pena da 6 mesi a un anno chi pubblica immagini senza il consenso della persona e, con una multa, chi le diffonde". Basta Revenge porn". Commenta il ministro della Salute, Giulia Grillo: "La macelleria mediatica che sta subendo Giulia Sarti è indegna di un paese civile. La sua vita privata non ha nulla a che vedere con il caso delle restituzioni. Sul web c'è chi ha semplicemente criticato l'affermazione e chi ha fatto presente che queste foto sarebbero presenti sul web da circa 5 anni.

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