Londra ora esclude una uscita "no deal"

Londra ora esclude una uscita

Londra ora esclude una uscita "no deal"

Il voto di ieri sera sulla Brexit è stata una formalità. Lo scopo è quello di non danneggiare i produttori locali, che sono attualmente protetti dai dazi europei. E' per questo che il calendario parlamentare messo a punto nelle scorse settimane prevede che giovedì i Comuni siano nuovamente chiamati a pronunciarsi sulla Brexit, per decidere se chiedere una proroga dell'Articolo 50.

È questo il dilemma che stanno affrontando in queste ore gli europei.

Londra ora esclude una uscita
Londra ora esclude una uscita "no deal"

Respinto l'emendamento Tory - Westminster ha respinto oggi con 163 voti contro 374 un emendamento alla mozione sulla Brexit no deal presentato, un tentativo di compromesso fra Conservatori pro-Leave e pro-Remain che avrebbe aperto le porte a un "managed no deal": con la possibilità per il Regno di uscire dall'Ue senz'accordo, dopo un breve rinvio chiesto a Bruxelles (dal 29 marzo al 22 maggio), ma con l'impegno unilaterale a mantenere lo status quo nelle relazioni con l'Ue per una transizione estesa fino al dicembre 2021 in attesa di un accordo finale. È una situazione molto complicata. Maria Demertzis, vicedirettrice del think tank Bruegel, spiega al Foglio che "il Regno Unito potrebbe essere processato per avere violato il mercato unico europeo: l'Irlanda del nord fa parte del Regno Unito, non può avere un regime tariffario diverso".

La Commissione Ue ha fatto sentire la propria voce per fissare due concetti. Cosa accadrà adesso? Ancora un altro voto oggi per un eventuale rinvio della Brexit oltre il 29 marzo. È quella che definiscono una "estensione minacciosa", per mettere i britannici con le spalle al muro: alla quale potrebbe poi comunque seguire un no deal.

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"La seconda è che se ci saranno delle aziende inglesi o che sono in Inghilterra e che vogliono andar via, noi dobbiamo essere in grado di attrarre anche in territori del Sud dove, se investiamo nelle infrastrutture e se ne devono fare tante, attrarremo gli investimenti". PROSSIMI STEP - In caso di voto favorevole alla mozione, Londra chiederà formalmente all'Unione europea un "breve" rinvio dell'uscita, in modo da guadagnare tempo, senza dover prendere parte alle elezioni per il rinnovo dell'Europarlamento. L'Italia al momento, come molti altri, sta alla finestra. La premier lo ha affermato durante il Question Time: "Ci sono due soli modi per scongiurare il no deal: revocare l'articolo 50 e quindi la Brexit, come chiede l'Snp in un nuovo emendamento, che sarebbe un tradimento della volontà popolare espressa nel referendum del 2016, o approvare un accordo, che è la strada che il governo ribadisce di voler seguire".

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