Via della Seta. Conte. Italia-Cina, intesa limpida. Nessun rischio di colonizzazione

Via della seta, la Cina alla conquista dell'Europa

Nuova via della Seta, il sovranismo giallo-verde nell'era dell'ascesa del gigante globale cinese

E' "perfettamente compatibile" con la nostra collocazione nella Nato e nel Sistema integrato europeo: "Nessun rischio di colonizzazione", ha aggiunto Conte escludendo che alla fine possa non arrivare la firma: "Non ci sono ragioni ostative per non finalizzare il lavoro compiuto in questi mesi". Lo stesso premier Paolo Gentiloni (unico tra i capi di governo del G7, ma non unico europeo) aveva partecipato al Forum sulla Bri organizzato dalla autorità cinesi a Pechino nel maggio 2017.

Nella mappa generale in quella che dovrebbe essere la Nuova via della seta marittima, che nell'Alto Adriatico interesserebbe i porti di Trieste, Venezia, Ravenna, Capodistria, Fiume, si vede un puntino solo su Venezia. "Se l'iniziativa fornisce finanziamenti - ha concluso Katainen - questo significa che questo credito dovrà essere rimborsato". L'intesa per la firma è già stata raggiunta, come si legge sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, dove già l'8 settembre si dava conto della missione del sottosegretario Michele Geraci in Cina, conclusa con il raggiungimento di un accordo. Nell'elenco provvisorio dei membri non politici della delegazione della Belt and Road Initiative, infatti, ci sono una settantina di leader industriali, che guidano aziende potenti.

Via della seta, la Cina alla conquista dell'Europa
Perché pare siano tutti contrari al patto commerciale Italia-Cina

In questo problematico contesto internazionale la preparazione della visita di Xi Jinping in Italia si è sviluppata all'insegna di una certa approssimazione e di qualche confusione. E lo fa su due fronti, Cina e Russia.

Al direttore - Hanno bussato alla porta e non c'era nessuno: era Giuseppe Conte. "Con gli Usa - afferma il presidente del Consiglio- sediamo fianco a fianco ogni giorno nel Consiglio atlantico, che ci offre, ancora oggi, la più solida garanzia di sicurezza".

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E' un parere che il rappresentante in Italia della compagnia cinese Cosco Shipping, Marco Donati, non condivide. Pechino, ha proseguito, guarda alla sua partnership in Europa con una prospettiva strategica a lungo termine e auspica che le due partiti possano avere un rapporto conveniente per entrambe le parti. Apparentemente circoscritto al tema della partecipazione italiana alla Bri, e comunque privo di effetti giuridicamente vincolanti, il MoU è in effetti un documento programmatico molto ambizioso che delinea una sorta di partenariato strategico di ampio respiro che copre un numero impressionante di settori: commercio, investimenti, finanza, trasporti, logistica, infrastrutture, connettività, sviluppo sostenibile e mobilità delle persone fino alla cooperazione in Paesi terzi. Nel testo, come già trapelato, si sottolinea anche che " l'Ue alcuno Stato membro può efficacemente raggiungere i suoi obiettivi con la Cina senza piena unità". Con Pechino dobbiamo riequilibrare la bilancia commerciale, attraverso un maggior accesso al mercato cinese per i nostri beni, dall'agroalimentare al lusso, e per i nostri servizi, e qui mi riferisco all'eliminazione delle barriere al mercato degli appalti in Cina.

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