Brexit, bocciato anche il "no deal" Adesso si voterà su un rinvio

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Insistendo che il problema resta quello delle garanzie sulla durata non indeterminata del cosiddetto backstop - la clausola di salvaguardia del confine aperto fra Irlanda del Nord e Irlanda imposta dall'Ue, ma temuta dagli unionisti come un potenziale vulnus al legame fra Belfast e Londra -, ma senza negare, in risposta a una domanda specifica, che essendo Hammond responsabile della politica finanziaria e fiscale del Regno si sia parlato pure di garanzie economiche per l'Ulster. Emerge da una bozza di documento distribuita nel corso della riunione dei 27 ambasciatori dell'Ue per preparare la discussione dei leader al Consiglio europeo del 21 marzo, sulla richiesta di estensione della permanenza del Regno Unito nell'Unione, che si attende arrivi dalla premier britannica Theresa May nei prossimi giorni. Se i parlamentari inglese decideranno di approvare entro la prossima settimana l'accordo di divorzio, già bocciato due volte, la Brexit ci sarà il 30 giugno. L'emendamento ha avuto appena 85 voti a favore e 334 contrari. Lo ha detto la premier britannica Theresa May, al termine della votazione che ha escluso un'uscita dall'Unione europea senza un accordo, in qualunque caso, spianando dunque la strada a una richiesta all'Ue di proroga dell'articolo 50. Perfino alcuni suoi ministri hanno votato per eliminare il No Deal nonostante lei avesse chiesto di fare l'opposto. Quanti mesi è difficile deciderlo perché in maggio ci sono le elezioni europee e se UK fosse ancora nell'unione i suoi cittadini dovrebbero votare.

Lo scenario è stato aperto dalla bocciatura da parte del Parlamento britannico dell'l'ipotesi no deal, concretizzatasi lo scorso mercoledì. Difficile anche questa, ma nessuno vuole la responsabilità di un addio senza accordi commerciali e per lo spostamento e i diritti delle persone. In caso contrario, ci sarà una Hard Brexit il prossimo 29 marzo.

Rita Pavone su Greta Thunberg: sembra un personaggio da film horror
Ho solo detto che mi ricordava un personaggio e ho messo la foto del film dove c'è questa ragazzina che le assomiglia. Mi dispiace, chiedo scusa, non sapevo avesse un problema e non intendevo offendere .


La stessa May ha presentato in Parlamento una mozione per estendere la scadenza del 29 marzo per sostenere il suo accordo. È la loro opposizione in primis che ha fatto naufragare l'accordo per ben due volte. La sostiene l'ex premier Tony Blair, ma questo piano non ha una maggioranza in Parlamento.

Un ulteriore colpo di scena potrebbe essere la convocazione di nuove elezioni nel Regno Unito visto che il potere di Theresa May ha basi d'argilla e il Parlamento non ha i numeri per prendere una decisione. Vista dall'altra sponda, la Gran Bretagna si configura invece come il nostro quarto mercato di export agroalimentare più importante dopo Germania, Francia e Stati Uniti con un giro di affari stimato di 3,4 miliardi di euro nel 2018, +2,7% sul 2017 (Fonte: Istat) come stimano gli utimi dati elaborati da Federalimentare. Non è detto che vincano i laburisti pro Ue e i conservatori potrebbero essere guidati da un euroscettico come Boris Johnson.

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