Nissan, l'ex Ceo Ghosn di nuovo in carcere. L'accusa: appropriazione indebita

Giappone riarrestato l'ex capo di Nissan Renault Carlos Ghosn

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Come ha ricordato Milano Finanza, le autorità potranno trattenere Ghosn per 48 ore dopo l'arresto.

Carlos Ghosn, l'ex presidente di Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, è stato arrestato nuovamente nelle prime ore del mattino a Tokyo, questa volta con l'accusa di appropriazione indebita dei fondi della società.

In carcere per 108 giorni (il primo arresto è datato 19 novembre 2019), libero su cauzione dal 6 marzo (una cauzione da un miliardo di yen, quasi 8 milioni di euro), il nuovo arresto di Carlos Ghosn segna l'ennesima tappa della vertiginosa caduta di quello che era uno dei dirigenti più potenti del settore automobilistico mondiale.

"Il cda - si legge in un comunicato della casa- ha infatti deciso di raccomandare all'Assemblea generale di non approvare la risoluzione relativa alle componenti fisse, variabili ed eccezionali della remunerazione dovute o attribuite a Carlos Ghosn per l'esercizio 2018".

Le spese sostenute dall'ex numero uno del gruppo Renault-Nissan "danno adito ad interrogativi, a causa delle pratiche discutibili e occulte da cui derivano e delle violazioni dei principi etici del Gruppo che esse implicano".

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I pubblici ministeri hanno nuovamente arrestato Ghosn con l'accusa che l'ex capo di Nissan Motor e Renault SA avesse cercato di arricchirsi con la somma di 5 milioni di dollari a spese di Nissan. Renault conferma di aver già sporto denuncia e di avere informato la giustizia francese. "Ghosn nell'ambito dell'accordo di sponsorizzazione stipulato con il castello di Versailles e ai pagamenti effettuati ad un legale".

Lo scandalo Ghosn ha scosso l'industria automobilistica globale e ha messo a dura prova i legami tra Nissan e il suo partner dell'alleanza globale Renault.

Inoltre il Consiglio di amministrazione "ha raccomandato alla Direzione Generale di attuare tutte le misure necessarie, in particolare in termini di organizzazione interna, riferibili alle situazioni individuate nel corso di tali verifiche".

Inoltre, Renault si riserva il diritto, quando saranno disponibili informazioni precise sulla violazione dei suoi interessi, di adire i tribunali francesi.

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