Facebook, ancora dati violati per 540 milioni di utenti

Facebook non chiederà più ai nuovi utenti la password dell'email

Facebook, ancora dati violati per 540 milioni di utenti

Come rivelato da Bloomberg, infatti, è stato scoperto che milioni di dati privati degli utenti del social network sono stati in qualche modo resi disponibili sui server cloud di Amazon, accessibili a chi non aveva nessun diritto di vederli.

Certo, si tratta di un errore da parte degli sviluppatori ma la cosa più preoccupante, citando gli esperti di UpGuard, è che questo dimostra come i dati di Facebook non siano più sotto il suo controllo. Sono stati scovati dal team di UpGuard Cyber Risk e sono divisi in due set di dati.

Gli oltre 146 gigabyte di dati raccolti nel dataset di Cultura Colectiva contenevano informazioni riguardanti i like degli utenti, le reazioni ai post, i nomi degli account e gli id utente di Facebook.

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E' oltre un anno, inoltre, che non si hanno notizie dei tre napoletani scomparsi in Messico: Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino.


I dati inoltre sarebbero stati trasmessi in chiaro, accessibili quindi a chiunque lavorasse nelle due agenzie terze, oltre che ad eventuali cybercriminali. Chiunque abbia accesso ai due server Amazon che conservano i dati, da quanto riporta l'agenzia, ha accesso all'interezza delle informazioni custodite.

Un portavoce di Facebook ha spiegato su Gizmodo: "Le politiche di Facebook proibiscono la memorizzazione delle informazioni di Facebook in un database pubblico". Il social network, una volta informato di quanto accaduto, ha collaborato con Amazon per provvedere immediatamente alla rimozione di questi dati. Ci impegniamo a lavorare con gli sviluppatori sulla nostra piattaforma per proteggere i dati degli utenti. In questo secondo caso i dati memorizzati riguardano almeno 22 mila utenti. Ieri ha presentato una proposta di legge che fa riferimento a responsabilità penali per le violazioni dei dati personali con sanzioni che potrebbero considerare anche il carcere. "Se i massimi dirigenti sapessero che rischiano le manette per non aver ragionevolmente sorvegliato le aziende che gestiscono, avrebbero un reale incentivo a monitorare meglio le loro operazioni e ad eliminare ogni illecito prima che sfugga di mano".

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