Emanuela Orlandi, svolta storica da parte del Vaticano

Avvocato caso Orlandi al via per prima volta indagini vaticane

Emanuela Orlandi, svolta storica da parte del Vaticano

"Posso capire il desiderio della famiglia Orlandi che è più che naturale di poter piangere sulla tomba della propria figlia di cui non si sa più nulla da 35 anni - osserva il presule -". Come legale dei familiari, ho chiesto informazioni e ho avuto conferme ufficiali del fatto che tramite il tribunale e tramite la gendarmeria vaticana sono state avviate le indagini. Nei giorni scorsi non le erano certo sfuggite le parole pronunciate dal promotore di giustizia del Tribunale vaticano, Gian Piero Milano, che a margine di un incontro pubblico aveva dichiarato che la Santa Sede si stava occupando della vicenda. "Gli accertamenti sono già in una fase operativa". Lo afferma Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, interpellato sugli ultimi sviluppi legati alla vicenda della ragazza scomparsa il 22 giugno 1983.

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Lui comunque rimarrà sempre mio fratello, per tutta la vita, io non gli ho fatto niente e se qualcosa di me lo disturba può venirlo a dire direttamente a me e nel caso la cambierò.


La notizia diffusa dalla famiglia di Emanuela Orlandi coglie di sorpresa monsignor Gianfranco Girotti, reggente emerito della Penitenzieria apostolica, il prelato che, da sempre, si è interessato al caso: "Ho sentito la notizia annunciata dai legali della famiglia Orlandi e sono rimasto molto sorpreso - si stupisce Girotti - Premesso che non ho autorità mi sentirei di escludere la circostanza". La notizia della storica decisione della Santa Sede arriva qualche settimana dopo la richiesta della famiglia della Orlandi di riaprire una tomba nel cimitero teutonico, che si trova proprio all'interno dello Stato Vaticano. "Su quella tomba del cimitero teutonico da anni circolano voci in Vaticano - dice Pietro Orlandi -".

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