Fmi: peggiora stime debito/Pil Italia, nel 2019 sale al 133,4%

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Fmi: peggiora stime debito/Pil Italia, nel 2019 sale al 133,4%

Ritoccata anche la previsione per il 2020, quando l'area euro è prevista crescere dell'1,5% (-0,2 punti percentuali su gennaio e su ottobre 2018). Fra questi le tensioni commerciali, la Brexit, l'esito delle elezioni europee e l'Italia. Segue l'Italia, menzionata dal Fondo tra le incognite principali: "Una prolungata incertezza di bilancio e elevati spread in Italia, soprattutto se associati a una più profonda recessione, potrebbero avere ricadute negative sulle altre economie dell'area euro".

Nel 2020 salirà ancora raggiungendo, precisa il Fmi, il 134,1% del pil, fino a toccare poi il 138,5% nel 2024. La crescita per quest'anno dell'economia è stimata sul 3,3%, ovvero dello 0,2% in meno rispetto alle stime di gennaio e dello 0,4% rispetto ad ottobre 2018. Secondo Gopinath sono questi i rischi da tenere presenti, "specialmente per la crescita è debole, non solo in termini reali ma anche nominali, cosa che significa che ci aspettiamo un aumento del rapporto tra debito e pil in italia". I timori che restano riguardano gli elevavi livelli di debito: la crescita è debole. Lo afferma il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, parlando dell'Italia ma senza commentare l'ipotesi di una flat tax.

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Benché, evidenzia il Fmi nel Financial Stability Report, sia rassicurante il fatto che l'allargamento dello spread italiano non abbia al momento avuto effetti sulla stabilità dell'area euro, le criticità del comparto finanziario potrebbero riversarsi sulla crescita. "In alcuni (Francia, Italia e Spagna) andrebbero ricostruiti gradualmente gli accantonamenti" di bilancio "per evitare l'innescarsi di una spirale negativa fra i rischi sovrani e quelli delle banche e assicurare la stabilità". La frenata italiana si inserisce in un quadro di rallentamento di Eurolandia e del mondo. La ripresa è "precaria" e le stime di crescita sono state tagliate, per la terza volta in un semestre, arrivando al 3,3% per il 2019.

Il Fondo avverte che anche le assicurazioni sono esposte ai rischi derivanti dal potenziale crollo delle quotazioni dei titoli di Stato.

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