Migranti: 10 giorni in mare per A. Kurdi - Ultima Ora

Si chiama Osumah e ha avuto un attacco epilettico, così il comandante della nave Alan Kurdi, dell'ong tedesca Sea Eye, ha chiesto lo sbarco immediato e il ricovero della donna nigeriana. Precedentemente Sea Eye si era rivolta a Malta via Twitter: "Il tempo sta peggiorando, preghiamo Mr. Joseph Muscat di aiutare l'Alan Kurdi".

"Possiamo solo sperare che Osumah possa presto stare meglio, qui a bordo non potevamo più aiutarla", dice Werner Czerwinski, il capitano della nave, che con gli altri sedici membri dell'equipaggio da giorni chiede un porto di sbarco al governo italiano e a quello maltese. "Le persone vengono da me e mi chiedono quanto tempo dovranno restare a bordo e perché ci vuole così tanto tempo. Questa posizione, dove si rischia di essere arrestati se si segue la legge e si fa ciò che è giusto, mentre si è costretti a prolungare la sofferenza delle persone facendo ciò che gli Stati richiedono, ci fa soffrire". Hanno paura della prossima fase di maltempo.

Alcune agenzie hanno parlato di malaria per la donna evacuata.

"La situazione è molto difficile, ieri c'era molto vento e non era semplice fare il trasbordo da una nave a un'altra", continua Catrambone. Si avvicina una tempesta che metterà in grave pericolo le persone a bordo.

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Lui e gli altri a bordo della Alan Kurdi dalla Libia sono riusciti a fuggire, ma altre migliaia sono ancora nei centri di detenzione.

Intanto il 10 aprile un'imbarcazione senza motore, con venti persone a bordo che aveva dato l'allarme alla piattaforma internazionale AlarmPhone, è rimasta alla deriva per quindici ore, senza ricevere soccorsi.

"I libici ci trattano come degli schiavi, non pensano che siamo esseri umani".

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