Mozione sul genocidio armeno, Turchia convoca ambasciatore italiano

La Turchia convoca l’ambasciatore italiano Irritazione per la mozione sul genocidio armeno

Mozione sul genocidio armeno, Turchia convoca ambasciatore italiano

L'ambasciatore d'Italia ad Ankara Massimo Gaiani è stato convocato ieri pomeriggio al ministero degli Esteri turco per esprimergli il "dispiacere" di Ankara rispetto a una mozione presentata nel Parlamento italiano per chiedere al governo il riconoscimento del genocidio armeno.

La Camera ha approvato la mozione unitaria che impegna il governo a "riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale".

La protesta diplomatica è una prassi comune in casi analoghi da parte del governo di Ankara, che non riconosce il genocidio degli armeni durante la prima guerra mondiale.

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All'indomani del genocidio del Ruanda, l'Italia ha ritenuto che la questione dei massacri dovesse essere affrontata "secondo un dialogo scevro da giudizi". Tutti i deputati intervenuti nel dibattito hanno ribadito, pur se con toni diversi, che il voto di oggi non è un atto ostile nei confronti della Turchia di oggi.

Roma - L'Italia è tra le 29 nazioni che hanno formalmente riconosciuto il genocidio degli armeni, lo sterminio di un milione e mezzo di persone che venne pianificato tra il 1915 e 1917 sotto l'Impero Ottomano ai danni della minoranza cristiana.

Il primo stato al mondo a riconoscere il massacro degli armeni, nel 1965, è stato l'Uruguay. Il riconoscimento a livello parlamentare dell'Italia, con una risoluzione alla Camera dei deputati, è avvenuto nel novembre 2000. Nel 2015, Papa Francesco definì il massacro come "il primo genocidio del XX secolo" scatenando l'ira della Turchia dove l'utilizzo del termine è punito con il carcere in base all'articolo 301 del codice penale che prevede il reato di "vilipendio dell'identità turca".

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