Papa Francesco bacia i piedi ai leader del Sud Sudan: è polemica

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Papa Francesco bacia i piedi ai leader del Sud Sudan: è polemica

Per Bergoglio, però, l'obiettivo della pace è superiore, troppo importante. Eppure, il Pontefice non ci ha pensato due volte ad abbassarsi per baciare i piedi (o meglio le scarpe) dei tre leader del Sud Sudan in visita in Vaticano. È il gesto che ieri papa Francesco, al termine del suo discorso ai leader del Sud Sudan invitati in Vaticano, ha compiuto. Le immagini di Francesco che con visibile sofferenza si è voluto inchinare per baciare i piedi del presidente della Repubblica del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, e dei vice presidenti designati presenti, tra cui Riek Machar e Rebecca Nyandeng De Mabio è "un'immagine forte che non si comprende se non nel clima di reciproco perdono che ha caratterizzato i due giorni di ritiro".

Saranno quei leader ad assumere i più alti incarichi di responsabilità nazionale del nuovo governo, il 12 maggio.

"Vi chiedo di rimanere nella pace". Andiamo avanti. Ci saranno tanti problemi, ma non spaventatevi, andate avanti, risolvete i problemi. "Voi avete avviato un processo". Anche queste siano dentro l'ufficio; davanti al popolo, le mani unite. "Permettetemi di chiederlo con il cuore, con i miei esentimenti più profondi".

Papa Francesco parte da questa pace ancora imperfetta che dovrebbe porre fine ad una guerra civile che ha provocato 400 mila morti e 4 milioni di sfollati dal 2013 ad oggi. "La pace è possibile" ma necessita di "un forte impegno degli uomini responsabili verso il popolo".

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Proprio il popolo è il maggiore assillo del Vescovo di Roma. "A queste anime sofferenti penso incessantemente e imploro che il fuoco della guerra si spenga una volta per sempre, che possano tornare nelle loro case e vivere in serenità. Supplico Dio onnipotente che la pace venga nella vostra terra, e mi rivolgo anche agli uomini di buona volontà affinché la pace venga nel vostro popolo". A loro tre, che hanno firmato l'accordo Revitalised Agreement on the Resolution of Conflict in South Sudan, il Papa ha chiesto, "come fratello, rimanete nella pace", dice Bergoglio a braccio.

Il popolo del Sud Sudan attende il ritorno in patria dei suoi leader, così "come la riconciliazione di tutti i suoi membri e una nuova era di pace e prosperità per tutti", ricorda Papa Francesco. "Il Santo Padre mi ha detto che il motivo era molto semplice: l'igiene".

Il Papa ricorda poi l'"enorme corresponsabilità per il presente e per il futuro del popolo sud sudanese" che si traduce nell'"impegnarsi, rinvigoriti e riconciliati, per la costruzione della vostra Nazione". Tanto i leader politici quanto quelli religiosi sono stati "eletti da Dio", ma anche eletti "dal popolo, per servirlo fedelmente".

Sottolinea il Papa: "Non mi stancherò mai di ripetere che la pace è possibile!". E auspica che tutti sappiano "accogliere l'altissima vocazione di essere artigiani di pace, in uno spirito di fraternità e solidarietà con ogni membro del nostro popolo, uno spirito nobile, retto, fermo e coraggioso nella ricerca della pace, tramite il dialogo, il negoziato e il perdono". "Vi esorto pertanto a cercare ciò che vi unisce, a partire dall'appartenenza allo stesso popolo, e superare tutto ciò che vi divide", aggiunto. Uno sguardo - sottolinea il pontefice - che "esprime il desiderio ardente di giustizia, di riconciliazione e di pace". Un evento organizzato di comune accordo tra la Segreteria di Stato vaticana e l'Ufficio dell'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby.

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