Esce "1969" di Achille Lauro: 'Album di rottura e generazionale'

Un frame del video

Un frame del video"C'est la vie di Achille Lauro

Classe 1990, l'artista romano Achille Lauro - al secolo Lauro De Marinis - viene elogiato dalla scena rap nazionale fin dal suo primo mixtape 'Barabba' del 2013. Correva l'anno 2013: a distanza di 6 anni talento e crescita professionale lo hanno portato sul palco dell'Ariston, qualificandosi nono.

Il cantante firmerà copie del suo album "1969" ai fan.

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Questa estensione è flessibile come mi aspettavo e un po' più corta di quanto mi aspettassi, ma sufficiente per trovare la soluzione migliore possibile.


Ennesima conferma di questo tentativo di riportare in auge ideali d'altri tempi è stata, lo scorso 4 aprile, la pubblicazione del secondo brano tratto dall'album 1969, ovvero C'est la Vie. Ma non c'è solo disperazione nelle 10 tracce di '1969': "ci sono leggerezza e malinconia". È stato questo lo spirito che ha spinto Achille Lauro in questo nuovo lavoro. "Anna ha una bellissima voce. Per me è come se fosse una bella Ferrari, andrebbe messa, però, la benzina giusta". Dopo la rinuncia di Mara Maionchi, Manuel Agnelli e Fedez, secondo un'indiscrezione riportata dal settimanale Chi, entreranno a far parte del team del talent Achille Lauro e Joe Bastianich. L'autore di Rolls Royce commenta l'accaduto durante la conferenza stampa dicendo: "Mi piace che ci sia questa attenzione nei miei confronti, spero di poter collaborare con X Factor perché in questi anni ho fatto anche il talent scout e il management e mi è sempre piaciuto occuparmi di nuovi artisti". Lauro si esibirà in estate in alcuni festival, poi partirà in ottobre con un tour nei club. Le persone crescono: questo è il momento delle responsabilità. Voglio creare qualcosa che piaccia a tutti e resti nel tempo.

Se la sonorità e la melodia con cui vengono proposti i temi è variata, continua l'esposizione di testi che esprimono un senso di ribellione e rivalsa, in una forma che può sembrare più poetica, ma non meno diretta e ed efficace. "È una canzone sulla madre ma vista con un altro occhio, l'occhio di chi ce l'ha fatta e non deve più preoccuparsi per i soldi". Il mio successo non l'ho sognato, l'ho costruito: sono stato l'operaio del mio successo, giorno e notte senza dormire. Anche "Rolls Royce" è stato il risultato di un allineamento di pianeti, non l'ho scritto per Sanremo era pronto per il disco precedente, ma poi non l'ho fatto uscire. Anche questa 1969 era scritta prima. "Per l'umanità gli anni '70 e '60 sono stati i più importanti a livelli creativo. Ecco perchè ho voluto renderne omaggio". A ottobre 2017 firma per Sony Music e partecipa al programma 'Pechino Express con il suo produttore Boss Doms. Quando ho iniziato a comporre Roll's Royce ho detto che doveva essere un pezzo generazionale.

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