Capanna: "Ratzinger ossessionato dal '68 origine di ogni male"

Pedofilia, la denuncia di papa Ratzinger: “Dramma nato con la rivoluzione sessuale del ‘68”

Capanna: "Ratzinger ossessionato dal '68 origine di ogni male"

Anche e soprattutto perché "la forza del male nasce dal nostro rifiuto dell'amore di Dio".

Esce dal silenzio con un testo di 18 pagine, definite come "appunti", ma fa deflagrare un dibattito che si trascinerà a lungo: il Papa emerito Benedetto XVI sostiene che il collasso morale della Chiesa sia da imputare alla rivoluzione sessuale del 1968. Benedetta rivoluzione sessuale verrebbe da dire, ma certo sul capitolo Maciel, in Vaticano sia il papa emerito che molti cardinali avrebbero ancora molto da raccontare. L'articolo ha una struttura tripartita.

Parlando delle caratteristiche della rivoluzione sessantottina, Benedetto ricorda: "Tra le libertà che la Rivoluzione del 1968 voleva conquistare c'era anche la completa libertà sessuale, che non tollerava più alcuna norma". In questo contesto si è sviluppato "il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l'enorme numero di dimissioni dallo stato ecclesiastico". Secondo certa teologia - osserva - "non poteva esserci nemmeno qualcosa di assolutamente buono né tantomeno qualcosa di sempre malvagio, ma solo valutazioni relative". Che Papa Benedetto amasse più il passato che il presente, si deduce anche e, in modo bizzarro, dall'utilizzo di alcuni abiti pontifici da tempo non più usati di origine rinascimentale come la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino bianco, la mozzetta bianca damascata senza ermellino, per i giorni più caldi del tempo pasquale, il "saturno", cioè un copricapo rosso a tesa larga, il camauro, un copricapo di velluto rosso bordato di pelliccia utilizzato dai papi fino al Settecento. Lui ha voce in capitolo per la Chiesa.

Nella seconda parte "sottolineo gli effetti di questa sitazione sulla formazione dei preti e nelle vite dei preti".

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Infine Benedetto XVI, che ne fu il teologo e il più stretto collaboratore, rivaluta la figura di San Giovanni Paolo II, citando la Veritas Splendor del 1993: "Ci sono azioni che non possono mai diventare buone". E inoltre "il sentire conciliare venne di fatto inteso come un atteggiamento critico o negativo nei confronti della tradizione vigente fino a quel momento, che ora doveva essere sostituita da un nuovo rapporto, radicalmente aperto, con il mondo". Si tratta di un processo proseguito negli anni '70 e '80, quando la pedofilia è diventata "una questione scottante". Del documento erano stati informati il segretario di Stato Pietro Parolin e lo stesso Papa Francesco.

Nella terza parte del testo, Benedetto XVI si chiede quali siano le risposte giuste della Chiesa. Tuttavia si verificavano dei ritardi che "dovevano essere evitati".

Ma la speranza è l'ultima a morire: "Ma anche oggi c'è pure la Chiesa santa che è indistruttibile". Sul quale cominciano a fiorire diverse interpretazioni.

Contributo che si fonda su una costante del pensiero ratzingeriano - la crisi della cultura occidentale e la perdita di senso - ampiamente condivisa da papa Bergoglio.

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