Migranti, Salvini di nuovo indagato per sequestro persona

Sea Watch, Salvini, Conte, Di Maio e Toninelli di nuovo davanti al tribunale dei ministri

Salvini: sono nuovamente indagato, ma porti rimangono chiusi

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini è indagato per i fatti della Sea Watch. Adesso sarà il Tribunale dei ministri a decidere. Lo ha detto lo stesso Salvini a Monza spiegando che il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato una "contestuale richiesta di archiviazione".

Se, come avvenuto nel caso della Diciotti, la posizione del procuratore Carmelo Zuccaro di chiedere l'archiviazione ritenendo la decisione frutto di una scelta politica insindacabile era scontata, altrettanto scontato è ora che il tribunale dei ministri (che nel caso Diciotti aveva chiesto di portare a giudizio Salvini poi salvato dalla giunta delle autorizzazioni a procedere che ha negato il nullaosta) faccia la sua autonoma istruttoria. "Sono indagato, ma non mi sento Napoleone" ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle, sottolineando che "questo è un momento molto importante per il nostro Paese, quindi lavoriamo con il massimo del supporto".

Nel caso dovesse sollecitare l'autorizzazione a procedere, invece, della richiesta dovrà occuparsene il Parlamento: Palazzo Madama nel caso del senatore Toninelli e di Conte, che non è stato eletto, e la Camera per il deputato Di Maio.

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In attesa di avere qualche conferma da parte dei diretti interessati, non resta che fare ipotesi e fantasticare sul lieto fine. L'ex ministro per le Riforme Costituzionali del Pd sotto il governo Renzi, è sempre stata molto morigerata sul piano privato.


Nel marzo scorso la procura di Roma aveva inviato il fascicolo, aperto a seguito di un esposto, alla procura di Siracusa, che coordinava le verifiche su quanto accaduto e doveva valutare la sussistenza degli estremi perché la vicenda passi al Tribunale dei ministri.

Da Siracusa, senza alcuna valutazione, gli atti sono stati a loro volta inviati alla destinazione finale: la Procura distrettuale di Catania, competente per territorio.

Ma tra Salvini e Di Maio la polemica è strisciante e rischia di deflagrare. Ma chiedo altrettanto rispetto: di ordine pubblico, di sicurezza e difesa dei confini mi occupo io e penso di averlo fatto bene in questi dieci mesi. Lo ribadisce il vicepremier e ministro dell'Interno. "Con la differenza che io ci metto la faccia e rischio personalmente". Con me i porti rimangono chiusi e sigillati per i trafficanti di esseri umani. "Se il ministro Di Maio e il ministro Trenta la pensano in maniera diversa, me lo dicano tranquillamente in Consiglio dei ministri e faremo una sana e franca discussione".

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