Come stanno le cose su Mina a Sanremo come direttore artistico

Come stanno le cose su Mina a Sanremo come direttore artistico

Come stanno le cose su Mina a Sanremo come direttore artistico

Ma, dovesse succedere, si potrebbe aprire uno scenario davvero rivoluzionario per la kermesse dell'Ariston.

Roma - In Rai si discute della direzione artistica di Sanremo 2020, 70° edizione del Festival della canzone italiana dopo che il figlio di Mina, Massimiliano Pani, ha aperto - in un'intervista al Messaggero - alla possibilità che la cantante accetti la direzione artistica.

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Tutto è cominciato con un'intervista del figlio di Mina (nonché suo produttore e arrangiatore) Massimiliano Pani a Il Messaggero. "La carriera di un'artista non la fa la voce, la fa l'intelligenza" dice il figlio che spiega che in molti l'apprezzano anche per la scelta di "sottrarsi ai canali tradizionali", scelta condivisa da chi, non trovando spazio con i talent, ad esempio, decidono di fare da sé con i live e internet. "Mina è Mina. E di fronte a un'apertura come questa manifesto tutto il mio interesse e quello dell'azienda", ha risposto dal canto suo l'ad della Rai, Fabrizio Salini, annunciando la volontà di incontrare Pani per discutere del futuro del Festival.

Sanremo 2020, Mina direttrice artistica? Da lì ha preso tanti brani, penso alla sua interpretazione di La voce del silenzio del 1968 o a Oggi sono io del 1999. Poi c'è l'ipotesi dell'accoppiata Belen e Stefano De Martino, anche se solleverebbe un gran polverone più per il gossip che altro. Chiarendo (e forse pensava alla vittoria di Mahmood nell'ultimo festival) la cultura musicale, molto contemporanea, della madre: "Ha collaborato con Mondo Marcio (già cinque anni fa prima di duettare con il rapper quest'anno in "Angeli e demoni" ndr) e con gli Afterhours, quando non erano così mainstream". "È una fuoriclasse nell'intuire il potenziale prima degli altri". Intanto a Viale Mazzini si pianificano i 70 anni della rassegna canora a partire dai problemi più spinosi, come quelli su composizione delle giurie e i meccanismi di voto, dopo il caso Mahmood. Quello del 2018, in qualche modo presago, la ritraeva in versione digitale nelle vesti di comandante di una nave spaziale che viaggiava verso la Terra e il Festival di Sanremo. L'obiettivo dell'incontro è quindi avere un primo quadro di regole generali entro cui disegnare il prossimo Festival di Sanremo e quindi poi puntare con decisione sulla parte più determinante ai fini della riuscita dell'evento: la direzione artistica. "Con il loro contributo speriamo di trovare la opportune soluzioni per fare un festival sempre migliore".

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