Leghista posta la foto di Salvini col mitra: scoppia la bufera

Ieri l'immagine del ministro dell'Interno che impugna un mitra ha scatenato critiche da più parti.

Luca Morisi è - a spese della comunità - e conduttore della potente macchina di Comunicazione del "capitano" del Carroccio, chiamata, non a caso, "La Bestia".

Accanto alla foto, il social media manager scrive: "Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Avanti tutta, Buona Pasqua!", scrive. Nicola Fratoianni de La Sinistra osserva che il responsabile comunicazione del leader leghista debba essere allontanato dal ministero, per aver lanciato "un messaggio minaccioso, pericoloso, istigatore di possibili future violenze". Un consigliere ministeriale del ministro dell'Interno non può permetterselo.

Proteste che tuttavia non hanno sortito alcun effetto: il post non è stato cancellato e il titolare del Viminale, come era ampiamente prevedibile, non ha battuto ciglio sulla condotta del suo autore. "Il ministro dell'interno - sottolinea l'europarlamentare dem - non può permettere che oggi si istighi alla violenza, specie sui social".

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Un equilibrio difficile per due personalità che raccolgono un grande bacino di utenza e che spesso, in campagna elettorale ed anche prima, si sono scontrate su più punti.

Lo scrittore Roberto Saviano ha aggiunto che "Questo signore, pagato con i nostri soldi" ha deciso "di minacciare l'opposizione al MinistroDellaMalaVita con una foto che lascia poco all'immaginazione: Salvini armato e con dietro uomini in divisa". E ancora: "Luca Morisi è una persona pericolosa, ma di questo pericolo dovrebbe occuparsi il suo datore di lavoro".

"Noi, Morisi - aggiunge Saviano - non abbiamo paura". Un giorno lei risponderà del male che sta seminando. Una città straziata da tre anni di "cura" a 5 Stelle, con una sindaca che ha ammesso di averne perso il controllo, un movimento ideologico che ne ha pregiudicato il futuro, facendole perdere ogni occasione di sviluppo che avrebbe potuto cogliere negli ultimi anni e facendola diventare un esperimento sociale di decrescita, degrado economico, morale, infrastrutturale e culturale. Si tratta di un reato procedibile d'ufficio. E ora sui social si chiede il suo licenziamento.

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