Emanuela Orlandi: oggi al via l'apertura delle 2 tombe nel cimitero teutonico

Caso Orlandi, domani la riapertura di due tombe in Vaticano. Il medico legale:

Emanuela Orlandi, aperte due tombe al cimitero Teutonico

Come annunciato dal direttore "ad interim" della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, oggi vengono aperte due tombe in Vaticano.

L'apertura delle tombe servirà a verificare se vi siano contenuti i resti di Emanuela Orlandi. L'operazione è stata voluta dal cardinale Parolin, disposta dal promotore di giustizia vaticana Gian Piero Milano: l'intervento riguarda la "Tomba dell'Angelo", in cui dal 1836 è sepolta la principessa Sophie von Hohenlohe, e un'altra - proprio accanto - in cui dal 1840 riposa un'altra nobile, Carlotta Federica di Mecklemburgo. Il supporto all'autorità giudiziaria sarà garantito da personale qualificato del Centro Operativo di Sicurezza della Gendarmeria vaticana. Ma io non mi arrendo e continuerò a lottare fino a quando non saprò che fine ha fatto Emanuela, nonostante in tanti mi abbiano detto e continuano a dirmi 'ma chi te lo fa fare, ormai sono passati troppi anni, goditi la vita'.

Non ci sono previsioni di tempi certi, già con le prime analisi morfologiche, che possono durare un minimo di "tre, quattro, cinque ore" o prolungarsi a seconda del loro stato di conversazione, si comprenderà se si tratta di resti di "50, 100, 200 anni" e dunque "escludere l'ipotesi" che i resti scheletrici appartengano alla ragazza, ha spiegato a Vatican News Giovanni Arcudi, professore di Medicina legale all'Università Tor Vergata, che condurrà le analisi.

"Forse hanno capito che bisogna fare qualcosa in più, chiarire quello che sanno".

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"In questa fase - ha aggiunto - stiamo parlando di un'indagine di antropologia forense, che appunto ha la finalità di raggiungere delle diagnosi attraverso l'esame morfologico delle ossa".

Non posso prevedere ora quali saranno i tempi di esecuzione perché dipende, appunto, dallo stato, dalla qualità e dalla quantità dei resti che troveremo. Ricordiamoci che stiamo parlando di ossa - è un'ipotesi, ovviamente - di oltre 150 anni. "Abbiamo predisposto, come si fa per questi casi, un ordine protocollare che potrà subire modifiche in base a ciò che andremo a riscontrare dopo l'apertura delle tombe, nel caso ci trovassimo di fronte a repertidiversi da quelle che ci aspettiamo". Molto dipende dalle condizioni ambientali, dal microclima in cui si trovano, dall'umidità, dalla presenza di infiltrazioni, da possibili azioni di microfauna.

La successiva analisi del Dna, tesa a "escludere in maniera definitiva e categorica che nelle due tombe ci sia qualche reperto attribuibile alla povera Emanuela", può invece durare anche 60 giorni.

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