Motori, il 36enne ravennate Marco Melandri si ritira dalle gare

Superbike, Melandri dice basta:

Marco Melandri si ritira

L'ufficialità è arrivata dopo il Round di Donington. Non abbiamo la certezza che domani Melandri voglia realmente annunciare il proprio ritiro, ma la tempistica e la premessa a questa conferenza portano a pensare che sia proprio questa la decisione sul proprio futuro di cui domani Marco parlerà. Il prossimo 7 agosto, il pilota di Ravenna gareggia nel Mondiale Superbike con la Yamaha GRT. "Ho vissuto una favola e come tutte le favole c'è una fine". L'idea di ostinarsi a correre anche se non riesco ed esprimermi... torni a casa e non apprezzi ciò che fai. Bisogna avere il coraggio di dire basta. "Ora che sono più leggero credo che andrò meglio".

Il 2019 come ultima stagione da professionista. Ogni favola ha un inizio e una fine.

A 37 anni "Macio" Melandri può contare 22 stagioni passate tra Motomondiale e Superbike. Nel campionato delle "derivate di serie" SBK è stato vice campione al debutto nel 2011, 22 vittorie (fino adesso), 75 podi e 4 pole.

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Melandri ha spiegato il momento in cui ha capito che questa era la decisione da prendere: "Il momento in cui ho capito è stato dopo la Thailandia". Ecco, lì ho capito che qualcosa non funzionava più: per anni ho fatto sempre la stessa vita, allenarmi per poi pensare alle gare, e questo comincia a pesarmi. "A Misano ho toccato il fondo, sono andato male sul bagnato e non ho avuto una reazione".

Solo oggi vedendo tutti quei messaggi mi rendo conto che tutti i sacrifici e i momenti difficili non sono stati vani. C'è gente che lavora una vita per andare in pensione, io sono un privilegiato e ci vado un po' prima. Passerò del tempo con mia figlia.

La notizia del suo ritiro non mi ha stupito per niente. Futuro? Potrei correre ancora, ma in competizioni che mi facciano divertire senza stress. Non fu una grande stagione, ma non lo è mai stata per la Panigale, la moto meno vincente nella storia della casa bolognese. "Questo potrebbe piacermi. Oppure fare il collaudatore, aiutare una squadra a risolvere i problemi". Basta ricordare il titolo mondiale perso in classe 125 nel 1999 a favore di Emilio Alzamora, che quell'anno divenne iridato senza vincere una gara.

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