Taglio dei parlamentari, il Senato approva la riforma costituzionale

Taglio dei parlamentari terzo ok. A settembre il via libera definitivo

Cosa prevede e quali sono i rischi della riforma per ridurre il numero dei parlamentari

Il Senato della Repubblica ha approvato la riduzione del numero dei Parlamentari (Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari). Tant'è che persino Forza Italia ha votato a favore.

Quattrocento deputati a Montecitorio e duecento senatori a Palazzo Madama. Il ddl costituzionale è stato approvato (di nuovo) dall'aula del Senato. L'iter rafforzato viene chiamato 'navetta' costituzionale ed è previsto per le sole leggi che modificano la Carta. In Aula non sono stati presentati emendamenti e la proposta è stata ratificata nel suo complesso. Ora il testo passerà alla Camera per l'ultimo esame del provvedimento: discussione prevista per settembre. L'11 luglio il voto spetta al Senato: sono necessari 160 voti per ottenere la maggioranza assoluta.

Ma il punto è che "il "combinato" disposto della drastica riduzione del numero degli eletti con l'altra riforma messa in campo dalla maggioranza, ossia l'introduzione del referendum propositivo che trasforma il corpo elettorale in legislatore diretto, rischia di trasformarsi in una riduzione di fatto del ruolo del Parlamento".

Alitalia, fonti Mise: verso una newco con maggioranza assoluta Mef-Fs
Altri potenziali partner di Fs nella cordata, oltre a Delta e al Mef , restano il gruppo Toto , l'imprenditore German Efromovich e Claudio Lotito .


Con la riforma costituzionale si presenta il problema della rappresentanza democratica.

TAGLIO DEL 36,5% La proposta di legge costituzionale dispone dunque, per ciascuno dei due rami del Parlamento, una riduzione pari in termini percentuali al 36,5% degli attuali componenti elettivi. Allo stato attuale delle cose, infatti, il numero di deputati, rispetto alla popolazione garantiscono una rappresentanza di 1 deputato ogni 100.000 abitanti. Il numero di abitanti per ciascun senatore aumenterebbe da 188.424 a 302.420. La riforma non prevede nessun taglio agli stipendi degli eletti.

I senatori a vita non potranno essere più di cinque. Questa seconda possibile interpretazione - spiega il dossier - è stata seguita peraltro solo da due presidenti della Repubblica (Pertini e Cossiga).

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