Cuore artificiale per 18mesi,salvo bimbo

Dopo un anno e mezzo di vita in ospedale con un cuore artificiale bimbo di 3 anni salvato da un trapianto al Regina Margherita

Torino, trapianto salva un bimbo di 3 anni: ha vissuto 1 anno e mezzo con un cuore artificiale

Un bambino di tre anni, che soffriva dalla nascita di una cardiomiopatia dilatativa, è stato salvato con un trapianto a Torino, all'ospedale Regina Margherita. Per un periodo lungo metà della sua vita il piccolo ha vissuto connesso a un cuore artificiale. In particolare la stanza numero 10 del reparto di Cardiochirurgia pediatrica al sesto piano, quella con una cicogna sulla porta, in cui ha trascorso 520 giorni attaccato ad un cuore artificiale esterno. Era stato poi inserito in una lista per il trapianto, che ha tardato ad arrivare, a causa delle lunghe attese che ci sono per un cuore "pediatrico".

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Maurizio Zaccone ha poi aggiunto: "Almeno quando si va in tv il razzismo becero si lascia a casa". Il conduttore ha immediatamente replicato con un: " Non fare il napoletano ".


Purtroppo le condizioni preoperatorie del piccolo non erano ottimali, ma la ripresa dopo il trapianto è in lento miglioramento. Al piccolo era stato impiantato il cuore artificiale dall'équipe della cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, nel gennaio del 2018. Lo stesso gruppo di persone alcuni giorni fa ha effettuato il trapianto, subito dopo l'arrivo di un organo perfettamente compatibile: questo intervento, durato 15 ore potrà restituire al bambino una vita normale. Per tutti questi mesi l'equipe della Cardiologia pediatrica diretta dalla dottoressa Gabriella Agneletti, con tutto il personale infermieristico, si è presa cura del bambino facendolo sentire a casa sua. Attualmente il piccolo paziente è ancora ricoverato presso la Terapia Intensiva Cardiochirurgica diretta dal dottor Giorgio Ivani, in attesa che il miglioramento costante delle sue condizioni gli consenta di essere trasferito presso il reparto di degenza e successivamente, dopo più di un anno e mezzo, di far ritorno a casa sua. E di tornare a casa.

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