Trump: i videogame violenti sono la causa delle sparatorie negli USA

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Trump: i videogame violenti sono la causa delle sparatorie negli USA

Veronica Escobar, deputata che è succeduta a O'Rourke come rappresentate di El Paso al Congresso, ha affermato che Trump non è il benvenuto a El Paso.

Questo nonostante fosse conscio che la sparatoria di El Paso sia stata effettuata da un tizio che aveva postato un manifesto sul razzismo (ha mostrato anche supporto per la sparatoria in Christchurch, Nuova Zelanda), e usato gli stessi termini che aveva usato il presidente stesso per descrivere l'immigrazione dei messicani, ovvero "l'invasione ispanica del Texas". Quasi come un mantra, quando una tragedia cosi violenta colpisce degli innocenti l'accostamento al mondo dei videogiochi diventa automatico, come se la censura simultanea di qualsiasi videogame possa davvero influire sulla diminuzione della violenza in uno stato "storicamente violento" come gli Stati Uniti d'America.

"Dobbiamo fermare la glorificazione della violenza nella nostra società". "È troppo facile al giorno d'oggi, per un giovane problematico, circondarsi di una cultura che celebra la violenza". "Dobbiamo ridurre o fermare tutto questo". "Penso che repubblicani e democratici stiano per arrivare a una proposta di legge, a fare qualcosa per i controlli sui precedenti", ha aggiunto il presidente, citato dal sito Politico.

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Non è la prima volta che Trump punta il dito contro i videogiochi, sostenendo in particolare che essere esposti a situazioni di violenza virtuale abbia il potere di desensibilizzare le persone più fragili - in particolare ragazzi e giovani adulti - fino a renderle più inclini a compiere gesti di violenza estrema, e alcuni dei termini utilizzati nelle dichiarazioni di queste ore compaiono perfino in un tweet del 2012.

"Ciò detto, dare la colpa all'intrattenimento è irresponsabile. Dobbiamo affrontare i problemi reali".

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