Tumori, uso cellulari non aumenta il rischio

Cellulari

Cellulari +CLICCA PER INGRANDIRE

Utilizzare per tante ore il cellulare ha sempre fatto sorgere delle preoccupazioni sulla probabilità di aumenti del rischio di tumore a causa della continua esposizione alle radiofrequenze (RF). Per rispondere in modo esaustivo i ministeri della Salute, dell'Istruzione e dell'Ambiente hanno lanciato nelle scorse settimane una campagna di comunicazione ad hoc, cui si è aggiunto ieri il rapporto Istisan 19/11 Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche; il rapporto, elaborato da ricercatori dell'Istituto superiore di sanità, del Cnr-Irea, dell'Enea e dell'Arpa Piemonte, fa il punto sulle più aggiornate ricerche scientifiche condotte sull'esposizione alle radiofrequenze più rilevanti cui siamo sottoposti.

Un risultato che riguarda sia i tumori maligni (glioma) sia quelli benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari). Ciò nonostante, permangono delle incertezze sui tumori intracranici a più lenta crescita, oltre che sull'utilizzo a lungo termine degli smartphone durante l'infanzia. "Inoltre, le analisi più recenti dei trend d'incidenza dei tumori cerebrali coprono un periodo di quasi 30 anni dall'introduzione dei telefoni mobili". Inoltre gli impianti Wi-Fi sono di bassa potenza e hanno cicli di lavoro intermittenti, quindi sia nelle case che nelle scuole forniscono un livello di radiofrequenza inferiore rispetto ai limiti imposti per legge.

La maggior parte della dose quotidiana di energia a RF, dunque, deriva dall'uso del cellulare. Anche rispetto alla valutazione dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Onu nel 2011 - che ha classificato le Radiofrequenze nel gruppo 2B ("possibili cancerogeni") - le stime di rischio considerate in questa meta-analisi, si precisa nel Rapporto, "sono piu' numerose e piu' precise". E' scontato che le sorgenti emittenti aumenteranno, "ma avranno potenze medie inferiori a quelle degli impianti attuali e la rapida variazione temporale dei segnali dovuta all'irradiazione indirizzabile verso l'utente (beam-forming) comporterà un'ulteriore riduzione dei livelli medi di campo nelle aree circostanti".

Lukaku esalta Conte: "Ha inciso tanto, è il migliore al mondo"
Per me qui c'è tutto per aiutarmi e desidero aiutare i compagni con il mio lavoro e la mia passione per il gioco. Voglio ringraziare il Presidente Steven Zhang e Giuseppe Marotta per la fiducia che hanno posto in me.


In particolare nei comunicati stampa del NTP si parla di una "clear evidence" di tumore alle cellule di Schwann (cuore) e di una sufficiente evidenza per i tumori alla testa, in particolare glioma e cromocitoma. Nel rapporto si evidenzia anche che "l'ipotesi di un'associazione tra Radiofrequenze emesse da antenne radiotelevisive e incidenza di leucemia infantile, suggerita da alcune analisi di correlazione geografica, non appare confermata dagli studi epidemiologici con dati individuali e stime di esposizione basate su modelli geospaziali di propagazione".

Tuttavia nel 2011 a seguito di uno studio l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), aveva annoverato le radiofrequenze del telefono cellulare come 2B, ovvero, 'possibili cancerogeni', si leggeva, "in base a limitata evidenza nell'uomo, limitata evidenza negli animali e debole supporto fornito dagli studi sui meccanismi".

Ad ogni modo, spiegano infine i ricercatori, "L'Organizzazione mondiale della Sanità sta attualmente preparando un aggiornamento della valutazione di tutti i rischi per la salute da esposizione a radiofrequenze".

Latest News