Tumori, l'Agenzia Italiana del Farmaco approva la terapia Car-T

Leucemia: una nuova cura ritenuta valida, ora rimborsabile dal Sistema sanitario nazionale

Tumori del sangue, approvata la prima terapia Car-T contro la malattia

"L'approvazione in CdA della prima terapia CAR-T - dichiara il presidente Stefano Bonaccini - segna un passaggio molto importante per la salute pubblica e per il nostro SSN, che intorno a questa negoziazione ha visto un cambio rispetto al passato".

"L'immunoterapia - ha spiegato l'assessore - costituisce oggi una delle strategie più innovative e promettenti nella lotta contro il cancro, basandosi sul principio di restituire al sistema immunitario la sua capacità di eliminare le cellule tumorali".

A settembre i primi pazienti colpiti da due diversi tipi di tumore del sangue, i cosiddetti linfomi, potranno avvalersi di questo nuovo approccio terapeutico se i particolari tumori non rispondono alle terapie convenzionali e ai protocolli già utilizzati. Non solo: induce una maggior differenziazione delle cellule CAR-T in linfociti T della memoria, così che all'azione antitumorale persistente si affianchi un'attività di immunosorveglianza nei confronti delle cellule tumorali. "In considerazione della rilevanza, dell'innovatività delle terapie e della loro prevedibile evoluzione, nonché delle ricadute in termini sia economici che organizzativi sul sistema sanitario, è stato avviato un confronto tra le Regioni, l'AIFA e il Ministero della Salute, per la definizione di un percorso condiviso di programmazione e di gestione dell'introduzione di tali terapie a carico del Sistema sanitario nazionale, mentre la commissione tecnico scientifica dell'Agenzia Italiana del Farmaco ha individuato i requisiti minimi che dovranno possedere i centri per essere sottoposti alla qualifica da parte delle ditte produttrici". "L'iter- prosegue Novartis in una nota - prevede inoltre che le Regioni identifichino i centri ematologici autorizzati a erogare il trattamento, centri che saranno opportunamente qualificati sulle procedure necessarie a somministrare tisagenlecleucel, in linea con le richieste dell'Agenzia europea (Ema)".

La terapia sarà disponibile in tutti i centri specialistici d' Italia garantendo cosi' un nuovo metodo per combattere la mattia nei pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), in caso di recidiva e per pazienti fino a 25 anni di età con leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B.

Autobomba a Kabul, i talebani rivendicano
E' di almeno 14 morti e 145 feriti l'ultimo bilancio ufficiale dell'attacco sferrato stamani a Kabul e rivendicato dai Talebani . I danni provocati dalla detonazione provocata da un'autobomba, come riferito da fonti di sicurezza, sono stati molteplici.


La CART-T funziona in questo modo: dal paziente vengono prelevati i linfociti T (i globuli bianchi) che vengono poi trattati o "riprogrammati", geneticamente modificati, in laboratorio in modo da renderli capaci di attivare il sistema immunitario contro il tumore. L'utilizzo di tisagenlecleucel per altre tipologie tumorali è ancora in fase di ricerca e come tale non ci sono dati a supporto per il suo utilizzo al di fuori di tali indicazioni se non all'interno di studi clinici. Una "nuova occasione per questi pazienti con forme aggressive di tumori ematologici per i quali - afferma l'azienda - non vi sarebbero più altre opzioni di cura".

La "Sie - aggiunge il presidente Corradini - è impegnata da mesi nell'approfondimento dei temi legati alla terapia con le Car-T, tanto che nel mese di giugno ha promosso il primo workshop nazionale su questo argomento, radunando esperti italiani e stranieri".

"Siamo soddisfatti per questo accordo con Aifa, che permetterà di offrire ai pazienti con Lla e Dlcbl che hanno esaurito qualsiasi opzione terapeutica, una terapia efficace e una nuova speranza di cura nel rispetto della sostenibilità del sistema", ha dichiarato Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology. Quindi è il sistema immunitario stesso del paziente a sconfiggere il tumore. La terapia si basa sull'utilizzo, o meglio, riutilizzo dei linfociti T dei pazienti, evitando così possibili rigetti da parte dell'organismo.

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