Crisi di governo: no urne, si apre l’ipotesi M5S-PD

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Crisi di governo: no urne, si apre l’ipotesi M5S-PD

Sancita in maniera ancora informale la crisi di governo (l'esecutivo Conte è ancora in carica), Lega e Movimento 5 Stelle sono allo scontro sulla data del voto. L'ex premier smentisce risolutamente: "Oggi - scrive su Facebook - i giornali sono pieni di retroscena su accordi segreti tra noi e i Cinque Stelle".

Dopo la mezza apertura di Beppe Grillo all'ipotesi di soluzioni alternative al voto subito, arriva a sorpresa anche quella di Matteo Renzi, che sceglie le pagine del Corriere della Sera per lanciare la sua proposta per risolvere la crisi di governo. Renzi commenta così: "Nell'ultima settimana sono stato attaccato più volte dai membri della segreteria". Vuole decidere lui quando si vota, non Mattarella.

Renzi propone che si vada al voto con un "governo di garanzia elettorale", che si concentri su tre obiettivi: la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per impedire l'aumento dell'IVA, la gestione del percorso elettorale affidata a personaggi autorevoli e non direttamente coinvolti nella tornata, l'approvazione della riforma costituzionale del Movimento 5 Stelle per il taglio dei parlamentari.

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Sull'aumento dell'Iva, poi, Giorgetti respinge con decisione l'illazione che alla Lega potrebbe convenire lasciare a altro il compito di fare l'inevitabile (e impopolare) manovra finanziaria "lacrime e sangue" e afferma: "Governare significa prendersi delle responsabilità".

Su Renzi che è orientato a favorire un "governo di scopo", Salvini ribatte solamente che si tratta "del potere della poltrona", perché "ditemi una cosa su cui sono d'accordo Renzi e Di Maio..." s'indigna per poi aggiungere: "Rispetto i disperati che non vogliono tornare a lavorare fuori dal Parlamento" ma prima "lo spieghino agli italiani".

Il PD vuole far fruttare la sua mozione di sfiducia, con Salvini che accusa Renzi di voler fare l'accordo con il M5S, smentito dall'ex premier che ha dichiarato "non possibile" un governo con Toninelli e Di Battista. "E fa bene a essere impaurito perché l'Italia civile è più forte del suo odio e della sua macchina da propaganda rimasta senza soldi", dice l'ex premier. "Noi però sette ministeri li abbiamo sacrificati perché ci siamo resi conto che al Paese serviva concludere con l'attuale governo". "Dai, ragazzi, non scherziamo". "Come un serpente che cambia la pelle". Il vero cambiamento è il taglio dei parlamentari. Ma Renzi dice già che su quel tema dovrebbero esprimersi gli italiani, e quindi annuncia di fatto che saranno i Pd stessi a chiedere il referendum confermativo.

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